Intervista a Mia Maestà Bassi Maestro

Capacità di rinnovarsi nel tempo pur rimanendo sempre fedeli a se stessi. In questo Bassi è il vero Maestro. Leggi l’intervista a Mia Maestà.

In occasione di un suo live a Padova presso il CSO Pedro ho scambiato due parole nientemeno che con Bassi Maestro, reduce dalla pubblicazione del suo album Mia Maestà, ultimo di una grande serie. Ed eccomi qui allora per la mia (prima) intervista a Bassi Maestro e capire come mantenersi giovani giovani.

Intervista a Bassi Maestro per Mia Maestà

Perché questo è quanto più mi colpisce di Bassi Maestro: passano gli anni, i dischi, i trend e tutto quello che vuoi ma siamo ancora qui a parlare di lui, con lui. E resta sempre e comunque un piacere. E, se non te ne fossi accorto, sarebbero anche trascorse un paio di decadi, nel frattempo.

Avrei potuto fargli tante, tantissime domande perché, perbacco, è davvero un maestro e c’è sempre da imparare da un maestro ma ho voluto cogliere l’occasione per toccare giusto alcuni punti chiave senza entrare nello specifico della sua vasta discografia.

Ciò che voglio capire da lui e che vorrei poi trasmettere a chi legge è come rimanere fedeli a se stessi e i propri principi al di là dello spazio-tempo, al di la dei vari contesti con i quali poi Bassi Maestro è entrato in contatto in tutti questi anni.

Diamo il via all’intervista 🙂

Nulla si crea, tutto si trasforma

Ormai diverso tempo fa in un’intervista dicevi che non avevi alcuno stimolo per metterti al lavoro su un disco nuovo e che, anzi, pensavi di smettere del tutto. Cosa ti ha spinto a fare questo genere di considerazioni? Cosa ti stava portando via stimoli per fare musica visto che tu ci sei sempre stato? Voglio dire, anche in tempi non sospetti, ieri come oggi sei stato forse l’unica grande certezza del Rap italiano.

Non saprei esattamente, forse il ricambio generazionale mi ha dato la possibilità di confrontarmi con dei nuovi limiti e cercare di superarmi, di fare dei passi avanti. Non ho focalizzato subito il tipo di lavoro da fare ma pian piano ho capito qual’era la direzione da prendere e ho scommesso ancora su me stesso, perchè probabilmente la voglia di fare musica non passa mai.

Un tuo stimato collega (che salutiamo – ciao Nicholas) afferma che nel Rap è stato tutto già detto. Tu come la vedi? Voglio dire, se è davvero così, noi perché siamo qui a parlare e soprattutto di cosa stiamo parlando? 🙂

Certo, e non solo in quello italiano.

L’Hip Hop ha smesso di essere innovativo negli anni 90, ora il cerchio si è chiuso da tempo e tutto quello che vediamo è un continuo riciclo delle cose passate in chiave più attuale, come è successo e succede nel rock, nella house, nel jazz. Stiamo parlando di musica e se ci piace ascoltarla è anche giusto parlarne, anche se gli argomenti saranno sempre gli stessi, non si scappa. Nessuno inventa niente… soprattutto da noi!

Hai alle spalle una discografia vastissima, forse tu più di tutti ormai dovresti aver già detto tutto in più e più modi. Nonostante questi pubblichi un nuovo album di non poche tracce, con lieti ritorni tra le collaborazioni. Hai una scrittura molto diretta e senza fronzoli, chiudi strofe con discreta facilità. Proprio alla luce di quanto hai già detto e scritto negli anni, cosa si cela dietro queste facilità di scrittura?

Non tutto il disco è stata una passeggiata, pezzi come $$$, Sorry, Ancora in giro hanno alle spalle una scrittura meno immediata e più ricercata, è tutto al suo posto. L’esperienza di sicuro aiuta, ma vedo che anche i ragazzi giovanissimi arrivano in studio senza la strofa e in 10 minuti cacciano delle bombe, è anche questione di attitudine e bravura, molti colleghi (bravi per carità) ci mettono anni a chiudere un disco. A ognuno il suo modo…

Leggi anche: Perché i rapper scrivono sempre?

Tutti d’accordo

Non serve un genio per affermare come Bassi Maestro sia il perfetto punto d’incontro tra vecchia e nuova scuola, tra classico e moderno. Anche nel recente Mia Maestà il mix è vincente ed ecco che Nitro e Cricca dei Balordi condividono lo stesso beat. Allo stesso modo tra gli ospiti trovi Fabri Fibra, compagno di vecchia data, e nomi nuovi del genere come Axos, tra gli altri.

Ti ho apprezzato in dischi e singoli con nomi che reputo abbastanza lontani da te per diversi motivi (mi viene subito in mente Noyz Narcos). Riesci a mettere sempre tutti d’accordo. Come ci si rinnova per 20 anni pur rimanendo fedeli a se stessi, ai propri principi?

Lo spirito di competizione per chi fa Hip Hop è sempre molto alto, non è bello vedersi sorpassare, diciamo che so bene a che livello sono e non mi sopravvaluto, ma faccio il possibile come ho sempre fatto per cercare anche un attualità nel flow, nelle metriche, nella delivery, altrimenti farei ancora dischi che suonano come i miei album del 97, e questo mi sembra inutile.

Poi chiaramente ci sono linguaggi che non riuscirò mai a parlare e codificare al 100%, ma devo anche pensare a chi viene sotto il palco a vedere i concerti e compra i dischi, quindi parlare a chi ha 15 anni piuttosto che a chi ne ha 35. È anche mio dovere.

Riusciresti a collocare Bassi Maestro come emergente nel contesto musicale di oggi? Come lo vedi?

Probabilmente non sarebbe un rapper ma un metallaro o qualcosa di simile. L’Hip-Hop non lo interesserebbe perchè troppo diffuso e popolare, è la musica di tutti.

L’erede di Bassi Maestro

Devo ammettere che, anche alla luce di questa breve ma intensa chiacchierata, faccio un po’ di fatica ad immaginarmi Bassi Maestro che “smette” col Rap. E faccio ancora più fatica ad immaginarmi una scena Rap italiana senza Bassi Maestro. Tuttavia il passaggio di testimone, prima o dopo, dovrà esserci. Domanda mi sorge spontanea.

Arriva il giorno che Bassi Maestro decide di fare un passo indietro e, musicalmente parlando, lascia. C’è un nome in particolare nel quale ti rivedi? Uno che potremmo quasi quasi definire erede di Bassi Maestro 🙂

Boh, ce ne sono sicuramente un po’: Jack The Smoker, Egreen, Anagogia, Lazza, Gemitaiz. Sono tutte persone con cui sento di avere parecchie cose in comune musicalmente parlando.

La mia (prima) intervista a Mia Maestà Bassi Maestro si conclude qui. E proprio su questo ultimo punto voglio coinvolgere te che stai leggendo. Secondo te è già tra noi l’erede di Bassi Maestro? Se dovessi fare un nome, su chi punteresti e, soprattutto, perché? Fammi sapere la tua opinione nei commenti qui di seguito! 🙂

Lo spazio che cerchi è qui (gratis)

Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

La tua scheda è qui

Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

Lascia il tuo feedback

commenti