BWA: 5 consigli e 1 drum kit (in free download)

Insieme ai Beatmakers With Attitude abbiamo raccolto 5 consigli utili per i beatmaker di domani e un drum kit in free download da scaricare subito.

Uno degli obiettivi del progetto Beat Torrent è quello di cercare, creare e condividere tutta una serie di risorse che possano risultare utili ora ai rapper, ora ai beatmaker emergenti. Gli argomenti da trattare sono tanti e noi siamo qui qui soprattutto per fare da filtro e mettere un po’ di ordine. Con le idee chiare è tutto più semplice, sei d’accordo?

Bene. In questo caso abbiamo raccolto qualche spunto e suggerimento anche e soprattutto grazie a voi (attraverso la pagina Facebook di Beat Torrent) per capire quali sono i temi che più vi stanno a cuore in materia di beatmaking. L’articolo che stai leggendo è solo un primo passo, se hai domande ti aspetto nello spazio in coda per farmi sapere il tuo punto di vista, la tua opinione, le tue domande, i tuoi dubbi, le tue curiosità.

Per rompere il ghiaccio ho lavorato insieme a degli ottimi beatmaker, o meglio, Beatmakers With Attitude: Apoc, Zesta, Sandal e Freshbeat.

Per l’occasione ti si regala anche un drum kit in free download. La selezione dei suoni che compongono questo drum kit è stata curata proprio dai BWA e con loro ho raccolto 5 consigli utili per i beatmaker agli inizi.

1 PC o Mac?

Cadiamo sul banale ma in realtà la domanda è banale. Mi spiego: la differenza non la fa il PC, non la fa il Mac. È tutto in mano ai componenti. Nello specifico serve un buon processore e tanta RAM (almeno 8GB) per poter aprire progetti complessi che richiamano un discreto numero di plugin VST/AU. Il resto è solo una questione di feeling. Avere una macchina dedicata esclusivamente alla produzione musicale è sicuramente meglio.

2 Qual è il miglior sequencer (per iniziare)?

[Freshbeat] Ogni DAW ha pregi e difetti, l’importante è trovare quella che più si adatta al tuo modo di produrre e di concepire musica. Al giorno d’oggi quasi tutti i programmi per fare musica sono di alto livello, dai classici Cubase, Ableton, Pro Tools fino ad arrivare al mio amato Fruity Loops!Ormai sono quasi 7 anni che produco e l’ho sempre fatto con FL Studio. Personalmente è il software con cui mi trovo meglio! Ogni operazione è estremamente intuitiva e veloce, dal taglio dei sample alla creazione dei vari pattern, tutto è super veloce e immediato. Molti ritengono che Fruity Loops sia un programma per principianti, per beatmaker alle prime armi….ascolta i primi lavori (e non solo) di 9th Wonder e poi fammi sapere!

Per approfondire: Mini guida al mixer virtuale

3 MPC: quale/come scegliere?

[Apoc] Per un workflow pulito e intuitivo è preferibile il 2000XL. Per quanto mi riguarda è solo una questione di convertitori. Esempio: quando registriamo i nostri suoni esterni che siano da vinile, CD o computer, l’MPC li distrugge un po’ proprio perchè è una macchina analogica, dipende molto anche da dove proviene il suono, sicuramente se campioni gli mp3 in bassissima qualità non verrà mai fuori nulla di buono. Io personalmente campiono dai CD Audio originali, Vinili poi avendo il Komplete 9 mi prendo i suoni da lì e li registro con l’Akai per poi riesportarli.

Che differenze ci sono fra Akai MPC e Akai MPD?

[Apoc] Sono due cose completamente diverse. Tanti acquistano i prodotti Akai senza sapere cosa trovano realmente nella scatola, sanno che c’è la macchina ma non sanno come funziona, spesso mi contattano chiedendomi informazioni al riguardo e al proprio funzionamento. Io rispondo sempre che con l’MPC faccio i beat a casa e l’MPD lo uso per i live come controller cosa che mi fa molto comodo.

Chiaramente con l’MPD puoi farci anche i beat, utilizzando Ableton, FL Studio, Cubase Reason etc. Con l’MPC puoi registrare i suoni dentro la macchina, sembra limitata come macchina, in realtà è molto più valida di un controller. Se devo consigliare un acquisto, consiglio sempre l’MPC.

 

Scarica il drum kit dei Beatmakers With Attitude (free download)

4 Come scegliere suoni di qualità per la batteria

[Sandal] I suoni di qualità si possono ottenere da diverse sorgenti: dischi, cd, librerie di suoni, drum machines, ecc. Un aspetto fondamentale oltre alla qualità delle sorgenti in sé, è rendere i suoni originali ed interessanti. Una tecnica basilare ed allo stesso tempo molto importante è quella del cosiddetto layering, che come suggerisce la parola stessa (livello), consiste nel creare diversi livelli o sovrapposizioni di suoni, la cui somma sarà un suono nuovo e con un contenuto armonico differente da quelli presi singolarmente.

Un esempio potrebbe essere la somma di due rullanti, uno più tagliente, con un attacco più pronunciato e le frequenze medio alte più presenti, rispetto ad un secondo rullante più gonfio e con un attacco più smussato. E così via. Attenzione però, ad avere sempre bene in mente il risultato che si vuole ottenere.

Visualizza la batteria come un insieme e non come tanti suoni singoli che ti piacciono molto. I leganti di questi ingredienti possono essere ad esempio un compressore o un equalizzatore, un distorsore/saturatore, un riverbero (poco), sul canale della drum.

Ultima cosa non meno importante ma anzi essenziale per far dare il meglio ai tuoi suoni è il groove, l’andamento e quindi la programmazione del beat, che rientra nell’insieme di cui sopra, e forma quella base sulla quale poggia una intera composizione.

5 Primi passi per chi vuole imparare a campionare

[Zesta] Mi rifaccio ad una vecchia intervista fatta a Fritz Da Cat nel 97 se non sbaglio, nella quale affermava che un buon produttore deve essere prima di tutto un collezionista di buona vecchia musica.

Credo sia un consiglio fondamentale che mi sento di dare anche io a chi si approccia al mondo della produzione campionata: c’è un sacco di musica da sentire e non parlo solamente di black music ma anche di rock, folk, soundtrack e chi più ne ha più ne metta.

Chiaramente il passo successivo è creare un proprio workflow e qui da parlare ce ne sarebbe parecchio, c’è chi (come faccio io) parte dal vinile e taglia i samples con le macchine outboard analogiche o semi-analogiche come i vari MPC di Akai, c’è chi preferisce far entrare i suoni dei vinili direttamente sul pc e lavorare con i software.

Non c’è un metodo corretto o sbagliato, solo passaggi diversi. Ascolta musica, tanta, tanta, tanta musica, c’è sempre da imparare e si impara ascoltando Dr. Dre, Alchemist, ma, per assurdo, anche arrangiamenti di Gigi D’Alessio 🙂

La tua esperienza, le tue domande

Come detto in apertura di articolo ci sono tanti argomenti da trattare e vorremmo creare risorse utili e che durino nel tempo, risorse che vadano ad approfondire tutti i vari punti che abbiamo toccato in questo caso.

Lasciamo lo spazio qui di seguito alle tue domande, ai tuoi dubbi nel caso ci siano chiarimenti che vorresti ricevere. Spazio dedicato anche e soprattutto ai tuoi suggerimenti proprio per realizzare ulteriori risorse che possano essere utili a tutti coloro che si avvicinano alla non semplice disciplina del beatmaking. A te la parola!

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Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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