CRLN: amore a prima (inter)vista

Ho ascoltato CRLN, nuova voce che ha conquistato Macro Beats Records e anche noi di Beat Torrent in sole 5 domande (+1). Leggi l'intervista!

Fossette quando sorride, velata timidezza, una voce dolcissima quando canta. È il riassunto perfetto per definire CRLN, la nuova arrivata in Macro Beats che con il suo EP d’esordio mi ha calato un po’ nel suo mood malinconico e dolcemente introverso, attraverso delle tracce mai forzate, sempre molto calme e rilassanti. Un disco molto tranquillo, di quelli che metti la notte in macchina quando torni verso casa.

Si è fatta notare con Parlami di te, con tanto di video ufficiale che è andato dritto dritto su MTV New Generation, lanciando l’album che si chiama CRLN, proprio come lei.

Lasciati conquistare

Sono rimasto colpito da diversi fattori: innanzitutto la voce soavissima, pulitissima e totalmente diversa dalla voce che ha quando parla. Poi i testi, molto introspettivi ma anche molto ermetici a mio parere, quasi a non volersi scoprire del tutto (si sa, le donne misteriose…) ma con delle bellissime immagini che a mio parere parlano molto chiaro: la ragazza sembra tranquilla ma è un peperino.

L’ultima cosa che mi ha spiazzato totalmente durante l’ascolto e che personalmente mi ha fatto sognare un pochino è stata Distanze. Una base elettronica che sembra stia caricando il drop, sei lì che aspetti la manata della cassa e… non arriva. E proprio quando non te lo aspetti invece il pezzo cambia ritmica, cambia strumenti e diventa un pezzo Dub. L’apoteosi del relax, la soddisfazione dell’udito. Se CRLN voleva conquistarmi, poco hanno fatto quelle fossette, con quel pezzo ha vinto il mio cuore.

La signorina ne sa, ascolta il disco e corri ai live, che sa fare cose che non immagini. E chiudo così perché l’ermetismo mi ha contagiato. Via alle domande 🙂

5 domande (+1) a CRLN

1. Con il tuo modo di cantare hai portato una ventata d’aria fresca nella musica italiana. Hai studiato canto in passato?

Si, ho studiato canto, ma non ci ho mai capito troppo (ride). Studiavo in modo superficiale, specialmente la parte teorica. L’unica cosa che so è che cantare mi è sempre piaciuto. Giocare con la voce, vedere come poteva cambiare l’estensione in base anche al mio stato mentale mi ha sempre incuriosito.

2. Sappiamo che sei una graphic designer, hai curato tu il merchandise macro beats? E le grafiche del disco?

Ho curato solo la grafica delle mie spille e degli adesivi. Quelle del disco sono creazioni di Corrado “Mecna” Grilli. Venivo da un periodo di esami ed ero stressata e un po’ demoralizzata quindi per la grafica del disco ho preferito affidarmi a lui, che tra l’altro è già super affermato nell’ambiente grafico della discografia italiana. Sapevo di andare sul sicuro.

3. Ho ascoltato bene il disco: ti piacciono i Daughter eh?

Mi piacciono moltissimo. Penso che la cantante abbia una voce davvero affascinante e unita a quelle strumentali mi trasmette sempre belle emozioni. Malinconiche ma belle. Non credevo che nel mio EP si sentisse la loro influenza, però è sempre bello sapere di riuscire a comunicare delle emozioni che hai già provato tu tramite altra musica. Posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo questa volta.

4. Sei al lavoro su un progetto più ampio?

Si passa dall’esecuzione di un EP a quella di un album vero e proprio, quindi la scrittura sarà più lunga e ancora più piena. Non posso né riesco a dare troppe anticipazioni. Sono una persona imprevedibile. Sto scrivendo qualcosa con l’ukulele ma il risultato finale sarà sicuramente qualcosa di diverso da quello che sto producendo oggi.

5. Durante i live suonerai l’ukulele?

No. Se capiterà, sarà solo per dei live speciali. A Suede Store, per esempio, in occasione del terzo live di debutto, io e Alberto Brutti dei John Garage, che mi accompagna nei live, abbiamo eseguito uno showcase acustico basso e ukulele. Durante i miei live canonici suono la chitarra elettrica.

6. Durante la Pop Up Live Session ti sei cimentata in una cover di No Diggity. Ti sei ispirata al pezzo originale o hai voluto riarrangiare la cover di Chet Faker?

Il pezzo l’abbiamo fatto insieme io e Alberto, il ragazzo che mi accompagna ai live. L’ha prodotta lui sotto le mie direttive. Volevamo fare una cover. Ascoltando le stesse cose abbiamo pensato subito a No Diggity anche perché è un pezzo che viene dall’Hip Hop e che è stato rifatto in chiave elettronica da Chet Faker in modo magistrale.

Il mio EP è tutto in chiave elettronica quindi ci siamo rifatti alla No Diggity dei Blackstreet con la consapevolezza che esiste quella di Chet e abbiamo provato a fare qualcosa di nostro. Credo che sia una cover che ha un’identità tutta sua.

Conclusioni

Quello di CRLN è un nome nuovo e, come tale, richiederà del tempo per farsi conoscere al meglio. Io non posso che rinnovare il mio invito ad ascoltare il suo lavoro ma soprattutto andare ai live per renderti conto della voce pazzesca di questa ragazza. Ha conquistato me e sono più che sicuro che conquisterà anche te.

Per approfondire: 10 cose che non sai su CRLN (RedBull)

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Tipico belloccio finlandese, potevo scrivere per Vice ma ho scelto Beat Torrent che fa più curriculum. Mi hanno detto che scrivevo bene, allora ho cominciato a fare il grafico.

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