Dal metalcore alla glam trap: La Dolce Vita di Danien e Theø

Tutta la spontaneità artistica della Kvlto Gang viene a galla in dieci tracce sperimentali contaminate da sonorità trap, pop e indie rock. Un hangover musicale caratterizzato dalla carriera precedente.

A circa due anni dal primo video su YouTube, il 15 Giugno è stato rilasciato sotto Sony Music, La Dolce Vita, il primo progetto ufficiale di Danien e Theo. E’ doveroso riassumere il percorso artistico del duo che si rivela essere atipico rispetto gli standard e che per forza di cosa influenza indirettamente sonorità e contenuti del disco.

La Dolce Vita: recensione dell'album di Danien e Theo

Due anni fà alla pubblicazione della prima traccia sul tubo, C’est la vie, rimasi colpito dallo stile con cui approcciavano alla trap. L’attitudine provocatoria e menefreghista, mi ricordava quella di Achille Lauro, personaggi ribelli che non ostentano la propria virilità ma anzi ci giocano caratterizzandosi e distinguendosi.

Uscita dopo uscita iniziai a leggere tra i commenti su YouTube che prima della carriera rap, l’accoppiata aveva precedente artistico sotto il nome di Upon This Dawning, band metalcore (sottogenere tra heavy metal e hardcore punk), che ha permesso a Danien e Theo di conoscersi nel 2013.

Per 3 anni circa  si sono esibiti con il precedente collettivo in tour negli States. Periodo in cui hanno cumulato un’invidiabile bagaglio esperienziale. Contemporaneamente oltreoceano si diffonde l’epidemia della trap. Rimanendone fortemente influenzati al ritorno in patria formano un duo, dal quale ha inizio il progetto Kvlto Gang.

Fellini Flow

Non so se il titolo del disco e title track siano riferimenti all’omonimo film di Fellini, La Dolce Vita, ma i testi sembrano allinearsi con le vicende del premio Oscar. Marcello, il cronista protagonista del film, ammira e impara il godersi della vita mondana, tradendo e intrattenendosi con diverse donne.

Danien e Theo replicano in vesti di rockstar, raccontando le proprie vicende. Il godimento e le figure femminili sono presenti in tutte le tracce del disco, come anche nella famosa pellicola. Sentimenti e romanticismi però galleggiano sempre e solo in superficie come non degni di attenzione.

“La droga annulla le emozioni, non riesco ad amarti” (Death’s Amore)

I piaceri non si esauriscono esclusivamente nell’erotismo, ma anche in stupefacenti, vino e buona cucina. In Love/Lust vengono ripetute con tono persuasivo e ridondante in diverse lingue le parole amore e lussuria, rappresentando anche se in coda alla tracklist, il concept dell’album. Amore e soldi, passione e aristocrazia, una spirale di perdizioni alla quale non si trova un fine.

L’album non sostiene nessuna morale, come l’omonimo cult narra vicende senza trame particolari, senza inizio e fine, ma piacevoli per un ascolto estivo e disimpegnato. La Dolce Vita non è solo estasi, si possono cogliere anche momenti più depressi, causati forse dai sensi di colpa che però vengono inibiti da ennesime distrazioni.

Coerente alla linea esteta del progetto è anche l’artwork in stile Klimt, i colori dorati, la bidimensionalità, i teschi e le tre figure femminili vanno a completare simbolicamente l’immaginario decadente del disco.

Metal ground, non il classico background

Sia Danien che Theo non hanno particolari pretese tecniche riguardo la costruzione delle barre, fanno il loro dovere accompagnando le strumentali con flow intonati e ritornelli essenziali.

Altrettanto scorrevoli sono i beat prodotti da Danien. Se non si è a conoscenza del trascorso metal è impossibile supporlo, ma riflettendo sull’orecchiabilità dell’intero disco si scorgono produzioni ricche di strumenti musicali suonati che vanno a lubrificare le componenti vocali.

Sempre di retaggio metal, si è avuto modo di assistere alla presentazione del disco postata su YouTube in cui si nota la capacità di riproporre egregiamente anche in live il proprio progetto senza il supporto di playback. Aver calcato molteplici palchi di fronte a un pubblico estero ed esponenzialmente numeroso li rende spontanei e presenti, a differenza di altri colleghi rapper con più esperienza.

Oltre alla musica ne risente della militanza in ambienti metal/punk soprattutto l’estetica. Giacche frangiate e leopardate, skinny jeans, stivaletti e cappelli a falda larga con bandana contaminano lo stile e l’attitudine da trapper, dando vita a una glamour trap.

Un parallelismo alla Rockstar di Sfera Ebbasta può sorgere spontaneamente. I due progetti hanno punti in comune come la leggerezza delle liriche e il suonare come un upgrade del pop, ma mentre la Rockstar di Sfera è solo metaforica, Danien e Theo possono affermare di esserlo state concretamente.

Per approfondire: Fare rap: 4 cose da fare prima di iniziare

No, io con l’Hip-Hop non c’entro un cazzo

Egreen in Niente in dolce sottolinea che “fa ancora rap, non glam rock sopra i quattro quarti”. Theo in Kvlto gang, ultima traccia di Hollywood Season EP contenuto nell’edizione deluxe del album, specifica che al contrario non hanno nulla a che vedere con l’hip hop, offrendo così una chiave di ascolto immediata.

Danien e Theo fanno una glam trap su produzioni 808 da loro composte e suonate. La Dolce Vita suona un po’ indie rock, un po’ trap e un po’ pop, per cui il rap, metriche e barre sono messe in secondo piano a discapito di un notevole musicalità. Un hangover musicale nel quale emergono frammenti di ricordo della fatidica sera prima.

Di solito si accusa che chi fa trap non lo fa per passione della musica ma solo per ottenere fama e grandi numeri. Gli Upon This Dawning suonavano oltreoceano e avevano milioni di visualizzazioni sul tubo, riconosciamo a Danien e Theo il fegato di essere usciti da un’autostrada spianata e di aver ricominciato in una provinciale trafficata.

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Milanese e studente di psicologia. Lavoro e studio mi impegnano il tempo tra un tragitto sul tram con le cuffie e il successivo. Winter is coming ma preferirei il nuovo dei Colle.

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