En?gma: Shardana, una conferma che sa di ritorno

Perché il nuovo album di En?gma conferma skills liriche e tecniche del rapper sardo permettendogli di farsi apprezzare da tutti, anche dai "non fan". Il mio racconto di Shardana.

A distanza di circa un anno dal rilascio di Indaco, En?gma pubblica il suo terzo album ufficiale Shardana, secondo progetto da indipendente. Dodici  tracce nelle quali si può percepire un’evoluzione rispetto all’ultimo progetto, cambiamento che potrebbe essere letto come un ritorno e un posizionamento ben definito nel rap game.

Per chi non fosse un amante o in particolare non fosse mai stato completamente coinvolto da un progetto di En?gma, questa è un’ottima occasione per ricredersi. Nonostante la penna di Marcello sia sempre stata impeccabile anche nei progetti precedenti, dimostrando sempre una combinazione di skills liriche e contenuti ricercati, in quest’ultimo la scelta dei tappeti musicali rende l’intero disco molto più scorrevole all’ascolto.

La tracklist è dinamica, ogni traccia possiede una propria identità, in Copernico le ripetute metafore riferite agli elementi astrali, in Sobborghi il perdersi nei pensieri del proprio sé, in Malasuerte le diverse manifestazioni della fortuna, ma nonostante questa differenziazione tematica fra i singoli pezzi  l’album rimane coerente e ben strutturato.

Per approfondire: Biografia, pagina Facebook e discografia ufficiale di En?gma

Non un disco da una botta e via

La coerenza tra le atmosfere delle tracce concede al disco un replay value molto frequente, proveniente in equa parte sia dalla scrittura dell’autore che dalle produzioni e dal lavoro dei produttori (Kaizén, Ros, WSHT, Daibkiz, Valentini e lo stesso En?gma).

Questi sono riusciti a rivestire su misura le fitte strofe sature di citazioni e significati, rendendole ancora più fluenti e godibili. Spesso un overload di contenuti impegnati (soprattutto in album rap) può rendere l’ascolto di un intero progetto pesante, e doverlo quindi segmentare in più ascolti, in questo caso la malleabilità delle strumentali permette un ascolto anche più disimpegnato.

La sensazione è quella di poter alternare a proprio piacimento una modalità di ascolto guidata dalla ricchezza dei testi cogliendo ascolto dopo ascolto nuovi riferimenti ad una modalità invece più distratta orientata dal ritmo delle barre e dalla musicalità.

Va specificato che melodie ed effetti vocali come l’autotune, sono ben calibrati e non risultano un copia e incolla delle attuali tendenze trap.

Da leggere: Cosa il rap può imparare dalla trap

Un tridente vincente

Tre sono le collaborazioni, anche queste risultano ben equilibrate e non invadenti.  I tre ospiti donano a Marcello le proprie caratteristiche alzando l’asticella del disco. Tre mondi, tre stili e generazioni diverse.

Bassi Maestro pioniere dell’hip hop italiano in Father & Son conferisce all’album quella massiccia dose di credibilità che può essere tramanda da padre in figlio. Madman fuoriclasse degli incastri arricchisce “Ma che roba è?! con le proprie doti tecniche in un esercizio di stile da scioglilingua. Ed infine Gemello, l’artista romano del Truceklan, in Malasuerte spennella sulla traccia un viaggio intangibile conferendole un gusto astratto.

Per approfondire: intervista a Mia Maestà Bassi Maestro

Shardana: conclusioni

Non sono mai stato un fan di En?gma, ma da ascoltatore di rap italiano ho sempre concesso all’ex componente della Machete un ascolto dei suoi progetti che però non mi hanno mai spinto ad appassionarmi alla sua musica.

Nonostante gli riconoscessi notevoli doti di scrittura, skills tecniche e carisma nei live, non sono mai riuscito ad affezionarmi a un suo progetto personale. Shardana  è un album che da non fan mi ha invece coinvolto a 360 gradi nel suo mondo e permesso di apprezzare appieno l’immenso bagaglio culturale che l’mc di Olbia possiede.

Concediti anche tu un scorrevole ed intenso viaggio in questo disco, cogli anche tu l’energia di una delle più antiche popolazioni guerriere sarde: gli Shardana.

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Milanese e studente di psicologia. Lavoro e studio mi impegnano il tempo tra un tragitto sul tram con le cuffie e il successivo. Winter is coming ma preferirei il nuovo dei Colle.

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