Cos’è l’indie Rap: facciamo chiarezza

In Italia acquista un seguito sempre maggiore e si fa un gran parlare di Indie Rap. Cos’è davvero e quali sono gli artisti di riferimento? Andiamo con ordine.

Negli ultimi tempi in Italia si fa un gran parlare di Indie. Nel nostro caso di Indie rap. La domanda sorge spontanea: di cosa si tratta? Sembra non si riesca bene a definire cos’è indie. Mi spiego meglio: nessuno ne da una definizione. Come mai?

In pochi anni il panorama musicale e discografico è stato completamente stravolto. Trap, Indie, Graffiti Pop e un miliardo di altri generi-non generi a prova di Hipster. L’esplosione delle piattaforme di musica in streaming, il ritorno del vinile, la scomparsa del Compact Disc. È successo un po’ di tutto.

Sembra che nella musica come nell’universo il disordine sia destinato ad aumentare ininterrottamente per il principio di entropia (ehi Fantini, ti vedo).

Cos’è l’indie, allora? In barba alla sopracitata fisica, nella quale non sono mai stato una cima, provo io a fare un po’ di chiarezza.

(foto di copertina © Anna Fiore Palermo)

Definizione di Indie

La definizione di Indie è che indie non ha definizione, perchè sembra che nessuno gliela voglia dare. In ogni caso, Wikipedia non la pensa come me, anche e soprattutto perchè il mio discorso è limitato alla scena italiana. Ovviamente.

«La musica indipendente è una definizione che include un’ampia selezione di artisti, solitamente emergenti o rappresentativi di una cultura underground, il cui lavoro è autoprodotto oppure supportato da etichette discografiche minori, o da netlabel, non rapportabili, sia per aspetti legati alla notorietà che culturali, alle cosiddette major.» (fonte: Wikipedia – che non approfondisce troppo)

Bene. Detto questo, ora posso spiegare perché non c’è una vera e propria definizione di musica indie. Da quando gli artisti indie hanno smesso di essere quelli autoprodotti (o almeno non in major) grazie ai giganteschi risultati in termini di notorietà, diffusione e pubblico, gli stessi hanno anche smesso di essere indie.

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Com’è una canzone indie?

Eppure descrivendo una canzone o un artista dicendo che è Indie si dà un’idea abbastanza precisa di cosa bisognerebbe aspettarsi. La chiave di lettura di questa incredibile diffusione dell’Indie sta nella sua peculiarità: la volontà degli artisti indie di rimanere una persona come le altre, e di raccontare poi la propria vita.

Questo sfocia nella scrittura di testi molto semplici, talvolta minimali, e costituiti da semplici immagini di vita quotidiana, affiancati da musiche di tradizione nazionalpopolare. La potenza di questa accoppiata, capace di attirare grandi masse, emozionare e far sentire le persone parte di una comunità, era troppo evidente per rimanere un fenomeno underground.

Ciò che è innegabile è che nasca nell’underground, per definizione. Ma non la definizione di cui parla Wikipedia. In quella non rientrano certo tutti gli artisti che cito qui di seguito. Artisti che hanno tra loro larghi tratti in comune, a partire dai quali sono convinto si possa definire un genere musicale.

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Willie Peyote e l'indie rap italiano

Willie Peyote, rapper indie

Artisti e playlist indie italiano

Artisti come Mecna e Willie Peyote non si potrebbero certo considerare indie, nonostante condividano buona parte di pubblico con l’ambiente e altri come Coez e Frah Quintale.

Anche questi ultimi due hanno fatto tanto Rap, salvo poi compiere un’evoluzione che contestualizzata nel panorama attuale ricorda molto un altro artista noto alla scena (dice niente Neffa?). Hanno fatto i bagagli mettendoci dentro flow e scrittura ma cambiato radicalmente sonorità e riferimenti. Qui puoi trovarci anche loro.

Dal canale Spotify di Beat Torrent ecco una playlist di indie rap italiano, una playlist che tiene conto della difficoltà di inquadrare la musica indie italiana. Sarebbe impossibile farne una che mettesse d’accordo tutti.

Per questo all’interno si possono trovare la nuova scena romana (Carl Brave, Ketama126), artisti provenienti da tutta Italia ma soprattutto dai più svariati generi musicali (Myss Keta, Coma Cose). Forse con un po’ di esempi si riesce ad avere un’idea un po’ più chiara che non con mille parole. Proviamo? 🙂

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Differenza tra rap, trap e indie

Come detto il mio focus è sul fronte indie rap. Quindi, parlando proprio di Rap, è chiaro che vado a soffermarmi su elementi in comune e differenze tra indie, rap e trap. In breve:

  • Rap e Indie. Il culto dell’underground, che rappresenta per entrambi anche un’opposizione al sistema
  • Rap e Trap. La trap affonda (che piaccia o meno) le proprie radici nel rap, figlia (ripudiata?) della cultura Hip Hop
  • Trap e indie. Qui la questione si approfondisce un attimo. Sono entrambi piuttosto minimali, nei testi quanto nelle musiche, nonostante le evidenti differenze che partono dal pubblico, che in comune ha solo l’età. Se la musica indie “parla ad un pubblico in modo semplice e emozionale, confortandolo e dicendogli quello che vorrebbe sentirsi dire”, la trap “racconta ad un pubblico in modo grezzo e megalomane l’arrampicata sociale”

Indie e trap comunque sono due fenomeni musicali contemporanei con grossi tratti in comune. Così differenti eppure così contemporanei, si incontrano in artisti come Carl Brave e Franco126, che con il disco Polaroid hanno investito la scena di novità unendo i due immaginari più in voga negli ultimi anni.

L’indie è un genere musicale?

Se in Italia l’indie fosse un genere musicale avrebbe decisamente sbagliato nome, lo schema per il successo commerciale funziona maledettamente bene.

Originale e nato sulla Penisola, le caratteristiche culturali ne fanno un fenomeno strettamente legato alla lingua e al sentimento nazionale, con uno scarso appeal internazionale a dire il vero. Stornello, accordi semplici e personaggi altrettanto leggeri, comuni compaesani cantori del quotidiano.

L’indie ambisce ad occupare il ruolo di cantautorato moderno, con i numeri del pop. Se in Italia l’indie fosse un genere musicale sarebbe il più influente del paese. Raggiunge numeri incredibili ricordando la provenienza popolare underground del genere musicale e dei suoi protagonisti.

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Studente (pessimo) universitario classe '97, adottato dalla città che non dorme mai senza abbandonare la provincia milanese, dove il dolce far nulla culla la passione per la musica.

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