Junior Cally: ci entro dentro (e te lo racconto)

Fuori con il suo primo album Junior Cally, Ci Entro Dentro. Un disco scorrevole e godibile. Ecco perché dare fiducia al rapper con la maschera antigas.

In questi giorni ecco giungermi all’orecchio Ci Entro Dentro, primo disco ufficiale di Junior Cally, volto nuovo – passami il termine – della scena rap italiana, direttamente da Roma. Per coerenza con il titolo del disco, allora, ecco che – ‘sì come un Venom- ci entro dentro anche io e te lo racconto.

Ci Entro Dentro è il primo disco di Junior Cally

Bypasso subito la questione della maschera, dell’anonimato in parallelo con le mille copie di artisti in circolazione. Abbiamo già i casi di Mezzosangue, Myss Keta e Liberato, mi concentrerei sul disco, appunto Ci Entro Dentro.

Al contrario, ti dirò che per quanto non metta in mostra lineamenti del viso, Junior Cally dà voce a volti diversi della stessa persona senza risultare falso ma, al contrario, piacevolmente geniuno con quelle sfumature fiabesche leggere ma ben giocate.

Faccia a faccia

Il disco si lascia ascoltare più volte senza annoiare, è scorrevole, conta una dozzina di tracce e si superano i tre minuti in un solo caso isolato. Varietà di suono, varietà di brani: dalla trap al pezzo rap fino al richiamo agli anni Novanta (ti segnalo la precedente collabo con Gabry Ponte – Quando Arrivo Io), tutto si presenta bene amalgamato e molto orecchiabile.

Una sola voce narrante, quella di Junior Cally, capace però di alternarsi piuttosto bene sulle diverse strumentali gentilmente offerte dai producer chiamati in casua: Jeremy Buxton, Noise e quel Stabber che avevo lasciato a fare grime con Rasty Kilo. Ottima prova anche qui nel disco di Cally. Quando pensi di trovarti finalmente faccia a faccia con lui, ecco che la traccia in ascolto offre sfumature diverse di quello stesso volto.

Per approfondire: come si fa un beat rap grime?

Fiabe, filastrocche e scrittura elementare

Il disco conta diversi richiami alle fiabe e alla magia, come Pifferaio Magico, Tappeto Volante e, in un certo senso, El Dorado. Bulldozer suona quasi come una filastrocca. Altro elemento a favore potrebbe essere proprio la maschera dello stesso Junior Cally e la scrittura davvero molto semplice, quasi elementare.

Sì, lo so, in più occasioni ho espresso il mio pallino per una scrittura di maggiore spessore ma trovo la scelta comunque coerente con il contesto dell’album. Le fiabe e le filastrocche sono così, devono arrivare a grandi e piccoli e lo fanno con la loro linearità. Il significato ultimo è più o meno evidente e lo si può sempre (ri)scoprire nel tempo, anche da adulti.

Storytelling

Ho apprezzato molto anche Capelli Rossi e Dedica che è forse il mio brano preferito di questo Ci Entro Dento. L’atmosfera è più cupa e mi si discosta dal mood complessivamente più allegro dell’album ma, come sai, in ogni storia o fiaba o racconto arriva il momento buio, quello di difficoltà per l’eroe protagonista che viene messo a dura prova.

Per approfondire: una playlist di storytelling Rap

Potenziale inespresso

Personalmente vedo anche qualche spiraglio di potenziale ancora assopito a livello di Rap e di scrittura. Biscie, Dedica e Capelli Rossi sono i brani dal sapore più dark, sembra quasi Junior Cally non voglia scavare troppo a fondo nella sua storia ma voglia dare più spazio al lieto fine. Come ogni fiaba o si punta più lato positivo.

Tuttavia il Rap è prima di tutto provocazione e non mancano un paio di barre più scomode, per la gioia dello scrivente e mi auguro di altri all’ascolto: meglio un drogato morto che un bambino all’ospedale (Ci Entro Dentro) e Quanto vale un disco d’oro se lo fa anche Gionny Scandal? (Bisce). Spero di ascoltare più materiale del genere dal rapper di Roma in futuro.

Lieto fine

Concludo. Buona la prima per Junior Cally. Ci Entro Dentro si presta ad essere di grande compagnia sia in cuffia nei momenti di libero vagabondare di coscienza e pensieri, sia in macchina o magari al club quando sei lì che baccagli con Gioia e le offri del rum.

Cosa mi aspetto ora dal rapper romano? Il coraggio di osare qualcosa in più perché intravedo in questo disco degli ottimi presupposti per fare bene. Mi aspetto che il protagonista metta in pratica quanto imparato lungo il cammino come ogni fiaba che si rispetti.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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