Lucci e Ford78: Shibumi, bellezza modesta

L’album di Lucci e Ford78 è come un piatto di pasta al pomodoro, il più classico dei classici, quello che non ti stanca mai.

L’album di Lucci e Ford78 è come un piatto di pasta al pomodoro, il più classico dei classici, quello che non ti stanca mai.Shibumi è una parola giapponese, senza una traduzione in italiano. Riguarda il senso estetico, allude ad una grande raffinatezza sotto apparenze comuni.

Lucci e Ford78 pubblicano l'album Shibumi

È anche un romanzo del 1979, omonimo (in italiano Il ritorno delle gru) di Trevanian, a metà tra un thriller politico e un racconto d’azione, caratterizzato dal l’equilibrio degli elementi che lo compongono. Di questo è stato pubblicato un prequel, Satori di Don Winslow, guardacaso titolo della traccia numero 4 del disco.

Shibumi, uscito il 16 aprile per Overdrive ad opera di Lucci e Ford78, membri della crew Brokenspeakers (storico collettivo romano del quale fanno parte anche Coez e Nicco di Younuts!), è un disco solido, in cui c’è tanto rap. Solo rap.

Alla vecchia maniera, con soli due featuring, Danno (Colle Der Fomento) e Whiteboy, entrambi eccellenti, e produzioni di Ford in tutte e 8 le tracce. È il meglio di una volta fatto oggi, Stranger Things.

Il segreto della pasta è la pasta

Ovvero, nessun segreto. È un disco rap, in cui si fa rap. Nulla di nuovo, ma non è questo l’obiettivo del disco. Se un lavoro va valutato anche in funzione del risultato che si vuole raggiungere, Shibumi è perfetto. Sincero nella scrittura come sempre, Lucci riversa sui fogli pensieri, frustrazioni, paure, gioie e dolori. Ci pensa poi il microfono a fare da psicologo, come (forse più dei tempi recenti) una volta.

Traspare quanto avesse la necessità di fare musica, per sé stesso. Ed il pubblico, seppure di nicchia rispetto a molti colleghi, questo vuole da Lucci. Hip Hop. Un sacco di Hip Hop. Se oltre alla musica rap sei affascinato anche dalla cultura da cui deriva, sicuramente ti piacerà questo disco.

Come il sugo della nonna

Difficile dire qualcosa su Ford78. Stile unico e riconoscibile in tutta Italia, il suo suono è un vestito perfetto da indossare per Lucci

Toglimi sto sample, mi bastano una cassa ed un rullante se sono targati Ford

Anche un paio di perle,che mi hanno veramente stupito, come la title track, partendo dalla scelta dei campioni fino alla lavorazione finale impeccabile. Un viaggio.

Davide (Boifava ndr.) mi diceva a proposito del disco: «Sto andando sotto ascolto dopo ascolto. Sembra un viaggio in Giappone.» Questo è indubbiamente un merito del producer romano, una certezza dagli inizi con i BrokenSpeakers.

Come cacio sui maccheroni

Impossibile non spendere due parole (anzi tre), sui featuring e sulle grafiche. Prima le grafiche: create da Lucamaleonte che ha realizzato una copertina (a mio parere magnifica) per ogni pezzo del disco, ovviamente a tema. Il prodotto fisico, è incredibilmente curato infatti, una piccola opera d’arte su diversi piani.

Se ad impreziosire la parte visiva di Shibumi ci ha pensato Luca, per la parte musicale i meriti vanno ripartiti tra Danno e Whiteboy, entrambi romani, una colonna portante ed una faccia più o meno nuova. Il voto per loro, nonostante aspettative differenti, è lo stesso, qualità su rime e flow, in perfetta sintonia con i beat e le rime del duo protagonista.

Il piatto è servito

Noi qua caghiamo i classici che voi chiamate flop. Non è sicuramente questo il rap che fa i numeri nel nostro paese, ma Lucci e Ford lo sanno. Ed a loro va bene così. Non sarà il McDonald’s (che piace a tutti, come Sfera Ebbasta), io personalmente rimango sempre soddisfatto e appagato dalla pasta al pomodoro. Ogni tanto può anche stupirti, di sicuro non annoia. Questo è Shibumi.

Cover dell'album Shibumi di Lucci e Ford78 dei Brokenspeakers

Lo spazio che cerchi è qui (gratis)

Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

La tua scheda è qui

Studente (pessimo) universitario classe '97, adottato dalla città che non dorme mai senza abbandonare la provincia milanese, dove il dolce far nulla culla la passione per la musica.

Lascia il tuo feedback

commenti