Potere: Luchè, il Vasco Rossi dell’Hip Hop

Il genio di Marianella è fuori con Potere, disco che sente il fiato sul collo del precedente ma non per questo si perde d’animo. Meno rap e più canto, ma con comunque le credenziali per essere definito un ennesimo classico della prima “rockstar” Roccia Music.

A due anni da Malammore ecco Potere, quarto album solista di Luché. Le strofe tra il 2017 e il 2018, offerte nei featuring a Fuossera, RRR Mob, Ensi, The Night Skinny e Noyz Narcos facevano ben presagire la determinazione con cui Luca stava temperando la matita.

Recensione di Potere, album di Luchè

In Thori e Rocce col suo ex socio Ntò già rieccheggiava in Perché Posso il mantra del potere. Oggi Potere non è solo un sostantivo riconducibile al controllo, ma è soprattutto declinato a verbo nel quale è inclusa la possibilità e la volontà di essere riconosciuto non solo da una “nicchia”.

L’album sente inevitabilmente l’incombente spettro del predecessore. Malammore è come l’ex storico del proprio partner, un confronto continuo che può causare ansia da prestazione. La verità è che suona come la naturale evoluzione, il continuo paragone viene quindi ancora più spontaneo.

In ogni transizione per apportare un miglioramento è necessario sacrificare qualcosa per ottenerne un’altra, il rischio è altrimenti di ripetersi. Luchè non suona però come una punta di grammofono nel solco di un disco rigato, ma esce da una comfort zone rap sicura per addentrarsi in una più melodica.

Leggi anche: 6 esempi di cosa puoi imparare da Noyz Narcos

Rockstar da prima della moda

Il concetto di rockstar è sempre orbitato attorno al rap italiano, in particolare quest’anno è stato rivendicato in modo più o meno esplicito da diversi trapper come Sfera Ebbasta e Laioung. L’ex Co’ Sang 6 anni fa dichiarò l’abbandono del dialetto napoletano su in giro di basso elettrico pubblicando Rockstar, il primo singolo della sua carriera solista.

In Potere Luchè rappa molto meno e si diletta per lo più in strofe cantante. Il risultato è una piacevole coerenza con quanto già sperimentato in precedenti episodi della sua carriera: come in L2 in Tutto Può Succedere (in cui riprendeva parte del ritornello di Siamo soli di Vasco) o Non Mi Va in Malammore in cui proponeva la cover dell’omonimo singolo sempre del Blasco.

Consequenzialità stilistica ritrovabile anche nei flow trascinanti che vanno a legare omogeneamente le parti più cantante con quelle più rap. Il trittico Nada, Star e Gli altri convalida quanto dichiarato dall’autore stesso nella seconda parte della prima traccia Potere/Il sorpasso, Luchè incarna per l’hip hop l’attitudine della prima rockstar italiana Vasco Rossi.

“Sei anni dopo sono il Vasco Rossi dell’hip-hop” (Il sorpasso)

Potrebbe interessarti anche: Sfera (non mi piace) Ebbasta

Whisky

Proprio come il whisky la musica di Luchè è paragonabile a un distillato che step by step è andato a raffinarsi e a prendere sapore. Per destreggiarsi in ritornelli e in flow vocalizzati ancora più disinvolti i testi di Potere sono alleggeriti rispetto a quelli del capitolo precedente. La rinuncia a una buona dose di banger più street a favore di tracce più sentimentali, sembra essere necessaria per non andare incontro a un Malammore 2.0.

In quasi tutte le tracce si sente la vicinanza di una o più rilevanti figure femminili ispiratrici. Ne derivano rime molto più dedicate e delicate. Romanticismo nel quale si intravede comunque l’orizzonte di periferia anche se notevolmente sgrezzato dalle atmosfere più melodiche.

Potere è eleganza, arroganza, rancore e passione. Un marasma di emozioni e atteggiamenti che si proiettano in momenti di quiete e spensieratezza come in Non abbiamo età, e in altri più aggressivi come in Facile.

“Ho sniffato la linea che c’è tra amore e odio” (Potere)

Il whisky è consigliabile sorseggiarlo, accostarlo e diluirlo con un po’ d’acqua per permettere ai sensi di coglierne tutte le sfumature. In modo analogo Potere non si gusta come un concentrato di punchline ad effetto e messaggi immediati, ma solo sorso dopo sorso traccia dopo traccia se ne riesce a cogliere tutte le sfaccettature stilistiche.

Conclusioni

In La verità traccia contenuta in Zero Kills di Night Skinny Luchè esprimeva il proprio sogno di capovolgere lo stivale e fare al sud il nuovo nord. Con quest’ultimo album il genio di Marianella almeno per il versante lirico si avvicina alla concretizzazione del proprio desiderio. Insieme a Memory di Johnny Marsiglia e Big Joe e Shibumi di Lucci, Potere si rivela avere un peso specifico notevole, sbilanciando ulteriormente l’ago della bilancia dell’hip hop dalla parte meridionale.

Nell’album si percepisce il risentimento di non aver ricevuto adeguate certificazioni e riconoscimenti, come invece accade quotidianamente per altri colleghi forse alcuni immeritevoli.

Da una parte ci si augura che un pubblico più ampio sappia apprezzare e portare ai vertici il rap fatto con l’anima vista la ricercata musicalità. Dall’altra parte egoisticamente si spera che questa pulsione rancorosa insita possa permanere, visto il sequenziale perfezionamento lirico dimostrato di disco in disco.

Cover di Potere, album di Luchè

Lo spazio che cerchi è qui (gratis)

Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

La tua scheda è qui

Milanese e studente di psicologia. Lavoro e studio mi impegnano il tempo tra un tragitto sul tram con le cuffie e il successivo. Winter is coming ma preferirei il nuovo dei Colle.

Lascia il tuo feedback

commenti