Blue Karaoke: Mecna mette le carte in tavola

In Blue Karaoke le carte sono le parole di Corrado, scorrono per tutto il disco come sullo schermo di un karaoke, raccontando in modo nuovo la vita dell’artista, che è sempre lo stesso.

È tornato Mecna. Blue Karaoke è il titolo del nuovo album. Anche questa volta Corrado viaggia lontano dai canoni del rap italiano attualmente in circolazione. Lontano dai soliti schemi, sempre imprevedibile. Sempre Mecna, oggi ancora di più.

Mecna: recensione di Blue Karaoke

Dopo Lungomare Paranoia del 2017, Mecna si ripresenta puntuale anche quest’anno. In realtà non troppo puntuale perchè, se ci fai caso, è il primo dei suoi quattro dischi a non uscire d’inverno, ma d’estate (!). Non è un caso che Blue Karaoke sia meno malinconico dei suoi predecessori quindi, nonostante sia ben lontano dall’essere un disco allegro.

Del resto, stiamo pur sempre parlando di Mecna. Eccoti brevemente il mio racconto di questo nuovo capitolo, Blue Karaoke.

Guarda qui: biografia, discografia e contatti di Mecna

Pubblico chiaro, amicizia lunga

Come anticipavo, questo disco è il meno malinconico nella discografia di Mecna. Resta quasi superfluo dire che è un disco fatto delle stesse atmosfere alle quali l’artista pugliese ci ha abituati, gli ascoltatori più attenti si saranno resi conto però che qualcosa è cambiato.

Corrado appare più consapevole di sé nelle interpretazioni e nei testi. Mi sembra che, come già detto negli ultimi mesi da alcuni suoi colleghi (vedi Egreen, e perchè no, anche Lucci, con gli ultimi dischi), abbia meglio definito la sua nicchia, il suo pubblico di riferimento.

Lui stesso in conferenza stampa mi ha confermato che il pubblico è una delle parti che preferisce di fare musica, ed è probabilmente uno degli artisti che più giova della tendenza attuale a non etichettare i generi musicali, garantendo un ascolto leggero, adatto a tanti pubblici diversi.

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Blue Karaoke

Il titolo del disco vuole sottolineare come il karaoke sia un metro di giudizio per il successo di una canzone, che rimanda anche ad una situazione più intima rispetto ad un concerto, come piace a Mecna, poco incline al sentirsi un dio ed al bagno di folla.  Le canzoni del karaoke sono sopravvissute al tempo e a distanza di anni, coinvolgendo emotivamente le persone in modo più diretto. Blue si riferisce al significato inglese del colore, collegato alla tristezza, mood predominante in modo netto.

Il party di presentazione, tenutosi all’Apollo Club di Milano qualche giorno fa, diventa così la perfetta spiegazione delle intenzioni dell’artista. Un karaoke appunto, organizzato per permettere agli ascoltatori di emozionarsi e condividere momenti di musica in modo sano, tentando di stravolgere la passività dalla quale vengono spesso investiti nel panorama attuale.

Nel mondo di Mecna

La direzione artistica è come un vestito cucito su misura per Mecna, sarebbe superfluo aggiungere qualche commento. Lavoro quasi impeccabile dei 5 produttori al lavoro, Lvnar, Iamseife, Yakamoto Kotzuga e Godblesscomputers alla regia, con Big Fish all’opera in Un drink o due. Le collaborazioni lasciano spazio invece ad un’analisi più approfondita.

A partire da Ottobre Rosso con Ghemon, una dedica sincera ed aperta al Rap Italiano, stesso posto dal quale sono partiti i due. Proprio per questo mi sarei aspettato una strofa anche di Ghemon, nonostante Corrado abbia dichiarato di averlo chiamato a strofe ultimate per aggiungere la ciliegina sulla torta ad una traccia che rappresenta entrambi.

C’è poi CoCo in Tu ed io, con il quale la sinergia artistica è più che evidente, non mi stupirebbe facessero un joint album. Tu che dici, suonerebbe bene, vero?

Ultimo ma non meno importante Fabri Fibra in Hotel, capace di lasciarsi trasportare nel mondo di Mecna e lasciarsi anche andare ad un po’ di cantato. Praticamente una versione nuova di Stavo Pensando A Te, col quale è semplice trovare più di un’analogia.

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In perfetto stile Mecna

Concludo. Blue Karaoke è dunque un disco in perfetto stile Mecna, non per questo una fotocopia dei precedenti. È un risultato comunque non semplice e scontato visto il rischio sempre presente che gli artisti corrono di diventare una caricatura di sé stessi.

Così emerge un Corrado più maturo, sempre sofferente ma in modo inedito e forse più sincero che mai.

Non un disco da amanti del rap classico o della nuova ondata trap, non fatto di tecnicismi eclatanti e metriche serrate. Fatto di quello che sa fare meglio. La propria musica, a qualsiasi genere essa appartenga, ma che sicuramente dal rap nasce e che al quale deve tanto.

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Studente (pessimo) universitario classe '97, adottato dalla città che non dorme mai senza abbandonare la provincia milanese, dove il dolce far nulla culla la passione per la musica.

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