Menevolt – Another Beat In The Wall (recensione)

Uno dei migliori beatmaker emergenti che abbiamo in Italia. Non lo dico io ma la realtà dei fatti. E direbbero lo stesso anche i Pink Floyd. Scommettiamo?

Iniziare con Don Kaos e chiudere con Lou X. Nel mezzo i Pink Floyd, nel mezzo una ventina di tracce prevalentemente vecchio stile ma nelle quali Enrico mischia anche ritmiche più moderne ed attuali. Tutto suona alla grande, coinvolgendoti dal primo all’ultimo sample. Menevolt pubblica Another Beat In The Wall, un tape audace visto il materiale con il quale ha lavorato, un tape ambizioso ma skills e fortuna lo aiutano a confezionare un lavoro che va oltre il solito, classico beat tape.

Another Beat In The Wall è un palese richiamo alla discografia dei Pink Floyd, per non coglierlo dovresti vivere su un altro pianeta. In quel caso, non sono sicuro di volerti conoscere 🙂

Per approfondire: Menevolt – biografia a link su Beat Torrent

Non sto dicendo di essere il più grande estimatore o, meglio ancora, esperto di un certo tipo di musica ma chiunque abbia un minimo di cultura musicale conosce il gruppo, conosce il genere di musica che ha portato avanti, conosce un disco come The Dark Side Of The Moon e un classico come Anothe Brick In The Wall, ricordandone magari il videoclip.

Menevolt fa quello che vuole della discografia dei Pink Floyd e lo fa molto, molto bene. Come ti dicevo in apertura, non è il solito beat tape del beatmaker che fa le sue strumentali, magari anche fatte bene, magari anche con un concept dietro, ma rimane solo una serie di beat uno di seguito all’altro. Limiti che io non ho sentito affatto in Another Beat In The Wall.

> Scarica Another Beat In The Wall di Menevolt <

Rapper senza beat e beat senza rapper

Si dice sempre che il rapper senza beat è fregato, ha per forza bisogno di una base sotto per poter sfoggiare il suo potenziale e la sua tecnica. Discorso inverso: la base ha bisogno di un rapper sopra nel momento in cui è il classico beat con un loop che va avanti per enne minuti. Senza un valido rapper che ci vada sopra a suon di flow, quella produzione rischia di stancare, specie se non rientri nella cerchia di aficionados del genere.

Qui però andiamo oltre la solita carrellata di beat. La strumentale ha una sua indipendenza, non ha bisogno di alcuna lirica sopra, al contrario, sono immerso in una così bella atmosfera già a partire dall’intro, sono catturato completamente da questo progetto che voglio sia il suono a guidarmi, il suono ad emozionarmi e disegnare forme, colori, immagini nella mia testa.

La giusta attitudine

Avevo infatti riserve in merito al numero di tracce di questo progetto (20, compresa una bonus) . Ipotizzo un lavoro che rientri nei soliti canoni e già fatico ad arrivare alla fine del primo ascolto. Devo invece ricredermi da subito, perché queste produzioni di Menevolt si susseguono con grande naturalezza andando a cullarti in un viaggio del quale nemmeno ti accorgi. Fatta eccezione per la bonus track, omaggio a Lou X, le tracce si completano nel giro di uno, massimo due minuti.

Non voglio discutere su questioni puramente tecniche come la scelta del sample o l’abilità con la quale questi sono stati prima tagliati e poi risuonati e inseriti in un nuovo contesto strumentale perché penso che se arrivi a giocarti la finale del contest nazionale per beatmaker (BWA – Beatmaker With Attitude – in occasione del Boost 2016 a Milano) le tue qualità sono già state impamente riconosciute. Io voglio soffermarmi su quello che un progetto può darmi a livello puramente musicale.

Leggi anche: Boost 2016 – Cosa ti sei perso

Come detto in precedenza non si tratta di semplici campionamenti, Enrico azzarda anche ritmiche e suoni più moderni ma è tutto dosato e mescolato nel modo migliore, suoni di ieri e di oggi non fanno a cazzotti, tutt’altro.

Succede in tracce come Get Lost o Troppe Pretese. A volte viene dato spazio a drum originali gentilmente offerti dai Pink Floyd. Senza ponderare il tutto con attenzione c’è un alto rischio di rovinare una discografia che per molti è sacra e di pubblicare un progetto non all’altezza. Ma non è questo il caso, tranquillo 🙂

Titoli di coda

Prima parlavo di atmosfera, quella che deve riuscire a creare una strumentale nei confronti di chi la ascolta tralasciando il solito loop cui siamo abituati. L’esempio più nitido che posso farti me lo suggerisce la traccia Freedom, una delle ultime, guidata da un giro di chitarra classico molto semplice ma dannatamente efficace in questo contesto.

Talmente preso bene dal suono di questo Another Beat In The Wall, ascoltando Freedom mi si palesano davanti agli occhi i titoli di coda di un bellissimo film, uno di quelli che ti conquista. Così vale per me ogni volta che ascolto e riascolto questo progetto di Menevolt. Mi scuso quasi per non averlo scoperto e raccontato prima. Ora lascia perdere la mia recensione e corri a scaricare anche tu il beat tape. Fammi sapere del tuo viaggio sulle note (campionate) dei Pink Floyd.

Lo spazio che cerchi è qui (gratis)

Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

La tua scheda è qui

Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

Lascia il tuo feedback

commenti