Pedar Poy: Mors Tua Vita Yea, una delicatissima cafonata

Pedar Poy, un easter egg del rap italiano. Mors Tua Vita Yea fa quello che vuole. Non esattamente radio friendly, annunciato per il 1 Aprile, giorno di Pasqua, si burla anche del pesce d’Aprile è viene rilasciato il 31 Marzo. Ecco la mia chiave di ascolto.

Padre P-Yo è tornato. Morto e resuscitato, eccolo di nuovo al microfono a divulgare. Questa volta lo fa con tutt’altro stile, tutt’altro mood. Ecco allora tale Pedar Poy, versione riveduta e scorretta dell’unico degno dell’epiteto frate nel Rap Game nostrano. Ed ecco Mors Tua Vita Yea.

Erano anni che si attendeva il primo album di Pedar Poy. Augusto Pedari, anche noto precedentemente come Padre P-Yo, dal 2005 pubblica in rete singoli, EP e video su YouTube, anche in coppia con Chef Ragoo formando il team Lolocaust.

Quello che ha proposto negli anni sono una serie di episodi sul filo del rasoio, da una parte rischiavano di cadere nel trash-rap a causa di canzoni-parodie come Badabum Qua Qua, episodi supercafoni alla Piotta come Zoccole su MySpace o collaborazioni in cui faceva d’autore alla parodia di Coco di Jerry Calà, dall’altra riusciva ad uscirne comunque con una dignità integra.

Questo perché per provocare, oltre a dire quello che si vuole sul beat, è necessaria una buona dose di crudezza e credibilità, e Pedar non ha mai cercato di addolcirla scendendo a nessun compromesso lirico. Può far lo scemo su Instagram, può tentare il suicidio facendo stage diving alla Rob Van Dam, ma quando c’è da rappare sa farlo come si deve.

Dal 2013 iniziano le collaborazioni con artisti del calibro di Madman, Gemitaiz, Nitro, Gemello e Gengis Khan. Nonostante questi abbiano una reputazione artistica non indifferente e il rischio di essere eclissati accostando una propria strofa è alto, è riuscito comunque a farsi apprezzare e desiderare, costruendosi anno dopo anno una ampia nicchia di affezionati.

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Stronzo tipo Fibra (cit.)

Mors tua vita yea, sono undici tracce di elegante cafonaggine tecnica. Pedar sa rappare senza se né ma, pochi effetti vocali e tanti incastri. Cafone perché non la tocca mai piano, l’esposizione è scurrile, le immagini che propone sono esplicite, violente e politicamente scorrette.

Elegante perché il timbro vocale pulito gli permette di esprimere qualsiasi concetto senza risultare pesante all’ascolto e senza soffocarti. Prima fa notare uno fenomeno attuale, come ad esempio quello di conoscenti che mettono su famiglia, danno consigli sulla vita e ti compaiono quotidianamente su Facebook, e poi li distrugge investendoli, facendoti godere nel pensarlo.

Basic Bitch è la traccia che qualsiasi ragazzo venuto a contatto con ragazze finte-alternative e attention whore potrà apprezzare appieno. Pedar riesce in due strofe a demolire con classe il narciso femminile che si nutre di attenzioni ricercando ossessivamente elementi per distinguersi. È un album che a tratti ricrea gli sfoghi de Fabri Fibra di Tradimento, sadico, con riferimenti giocosi a fatti di cronaca nera, con un pizzico di misoginia e omofobia, senza mezze misure.

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Featuring, croce e delizia

Le strofe di Gemitaiz, Nerone, Warez, Wello Zeta, Skioffi, Blue Virus e SammyT arricchiscono la tracklist, soprattutto lo scomparto tecnico. Nessuna collaborazione stona o risulta invadente, ma per essere l’album di Pedar Poy e non un mixtape, sono solo cinque le tracce in cui lo trovi in solitario e se lo attendevi da tempo a fine ascolto senti l’esigenza di un sequel.

Blue Virus ben coglie il mood plasmato da Garelli Beats in Mors Tua Vita Yea e si districa sulla base da autentico malato psichiatrico in camicia di forza. Sottolineo che la vera perla che piega in due dalle risate è la skit finale di Nerone in Pwnd, non ti posso anticipare nulla ma ti consiglio di farti questo regalo.

Guarda qui: Blue Virus – Hiatus Mixtape (recensione + streaming Spotify)

Garelli (e non solo) sono sul sidecar

Otto tracce su undici sono prodotte da Garelli, beatmaker di casa Adriacosta, garanzia di qualità. Nell’intro del disco stende una strumentale dall’atmosfera maestosa, che conferisce un certo lustro introspettivo alla strofa. Come nelle precedenti collaborazioni in Sacra Famiglia della crew Adriacosta, con i singoli del newcomer Bresh, il mixtape Amici Miei, e con Nerone ed Axos, anche in questo progetto l’amalgama sample e 808 è vincente.

L’ascolto del disco è immediato, fa muovere la testa senza causare mal di testa per un eccessivo uso di suoni plasticosi. Anche NDR Skillz, Eiemgei fanno il proprio dovere completando con coerenza la componente strumentale dell’album. Nota di merito al contributo jazz di Paolo Jannacci e alla produzione de Il Tre, che vanno a fondersi in Animale, creando un’atmosfera calda e romantica, sulla quale l’autore però non si perde in sentimentalismi spicci.

Foto di Pedar Poy aka Padre P-Yo e Garelli Beats

Conclusioni

Mors Tua Vita Yea non lo ascolti con la fidanzata o fidanzato, non ti indurrà a chissà quali riflessioni filosofiche, non ci troverai la frase strappalike da allegare a foto da postare su Instagram. È un disco dai contenuti scomodi ma che si ascolta molto comodamente.

È un album Christian De Sica, volgare e cafone, ma può permetterselo perché tecnicamente impeccabile e non risulta cacofonico. Se sei nostalgico del secondo Fibra, quello di Mr. Simpatia, Tradimento e Bugiardo per intenderci, che vomitava qualsiasi pensiero sulla traccia, godrai nell’ascolto di questo album dall’effetto catartico.

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Milanese e studente di psicologia. Lavoro e studio mi impegnano il tempo tra un tragitto sul tram con le cuffie e il successivo. Winter is coming ma preferirei il nuovo dei Colle.

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