Pherro: dietro le quinte di Scooteroni, una hit per caso

Ho fatto qualche domanda a Pherro, giovane beatmaker sardo, lui che ha prodotto la hit Scooteroni nel disco di Marracash e Guè Pequeno. Leggi l’intervista!

Due chiacchiere con il mio conterrano Pherro, beatmaker della scuderia di Roccia Music di Marracash. Fresco di produzione per il singolo Trapano di MadMan, faccio un passo indietro alla hit Scooteroni prodotta per Santeria, il joint album di Marracash e Guè Pequeno. Per entrare poi in studio e… beh, ci arriveremo.

Intervista a Pherro, beatmaker Roccia Music che ha prodotto Scooteroni di Marracash e Guè Pequeno

Ci sono poi almeno un paio di punti interessanti che vorrei trattare insieme a lui: il ruolo del beatmaker che in Italia sembra essere sempre di minor rilievo rispetto a quello che invece fa e i limiti che possono esserci, per chi vive lontano dal cuore pulsante della musica Rap in Italia. Perché si può davvero parlare di limiti, ancora oggi nel 2017?

A parte questo, occhio perché vorrei proporre un piccolo spoiler su Setup, rubrica che spero decolli con l’anno nuovo nella quale ti porto in studio da un tot di beatmaker e producer italiani per scoprire quali strumenti ha sul suo desk per fare musica.

Bando alla ciance, ecco qui le domande per la mia intervista a Pherro Production di Roccia Music.

Dietro le quinte di Scooteroni

Partirei da quello che forse, ad oggi, è il tuo successo più grande, l’aver prodotto una hit come Scooteroni. Ignoranza allo stato puro. Com’è nato il beat e come si è andato a sviluppare poi il pezzo in generale all’interno del circuito Santeria?

R: «Guarda, in realtà non era preventivato che il beat finisse in Santeria. Spesso produco beats che una volta terminati giro direttamente a Shablo. Lui gestisce tutte le mie produzioni e si occupa anche di proporle in giro per i vari album in lavorazione. E per scooteroni è andata sostanzialmente cosi, credo fossero a Tenerife e Guè e Marra quando hanno fatto la hit.»

Il successo arrivato dall’album di Marracash e Guè Pequeno è solo la più recente delle soddisfazioni per te, avendo collaborato con diversi nomi importanti nel panorama Hip Hop italiano, da MadMan a Sercho fino a Luché. Sei parte del collettivo Roccia Music. Anche tu sardo, sei uno dei diversi nomi che nonostante gli apparenti limiti di un’isola è riuscito ad avere un riscontro importante, musicalmente parlando. Dove sono allora i limiti? Ammesso che se ne possa ancora parlare…

R: «I limiti ci sono, eccome. Dipende da quali sono i tuoi obbiettivi. Mi spiego: se il tuo unico traguardo è quello di arrivare a collaborare con nomi importanti per toglierti qualche soddisfazione allora limiti non ce ne sono. Internet ha eliminato qualsiasi distanza, ci devi solo provare e se hai talento prima o poi qualcuno ti noterà. A me personalmente questo non basta, e vorrei vivere a pieno la musica che faccio.

Spostarsi, ad esempio in una città come Milano, ti dà sicuramente molte più opportunità per stare a stretto contatto con gli artisti con i quali lavori, andare in studio con loro, partecipare ad eventi per farti conoscere nell’ambiente da chi ancora non ti conosce.

E’ brutto da dire, ma se non appari prima o poi si dimenticano di te e a mio parere ad oggi la musica in se è stata surclassata dall’immagine, o dal seguito che un artista ha. Se vuoi guadagnare qualcosa dalla musica credo che questo sia un aspetto fondamentale. Devi far si che la gente si interessi a te, che ti segua sui social e tutte queste cazzate.»

L’importanza del beatmaker

Alla luce del ruolo chiave che hai avuto nella stesura di Scooteroni, pensi che il beatmaker oggi in Italia abbia il giusto riconoscimento per ciò che fa? Io vedo che, salvo poche eccezioni, ancora si fatica a rendergli il giusto merito. Non vedo scritti i nomi di chi produce nemmeno in descrizione ai video su YouTube…

R: «Assolutamente d’accordo con te. Ritornando al discorso di prima, il riconoscimento di un beatmaker è direttamente proporzionale alla sua immagine. Cioè, se hai già un seguito, se hai migliaia di follower, se sei un nome influente nella scena, allora di conseguenza avrai molto probabilmente il giusto riconoscimento. E sono sicuro che le poche eccezioni alle quali ti riferisci hanno tutte queste caratteristiche.

E’ una cosa estremamente ridicola. In Italia il rap ha spazzato ogni tipo di concorrenza in ambito musicale, ma è ancora una cosa nuova per la maggior parte delle persone, e di conseguenza c’è ancora molta ignoranza riguardo a tutte le figure che stanno dietro ad un pezzo. Ed è comprensibile. Ma dagli addetti è inaccettabile. Artisti, FIMI, blog, riviste e chiunque si occupi di musica, quando parla di un pezzo dovrebbe ricordarsi quantomeno di citare l’autore della produzione.»

So che hai iniziato a vendere beat online sulla piattaforma Beatstars. Come ti trovi, funziona bene?

R: «Si, ho iniziato da circa un mesetto. Avevo molte richieste, ma ho sempre declinato perchè non sarei mai riuscito a seguire tutti. Cosi ho optato per lo store online. Sembra una buona piattaforma, ben studiata. Non ne avevo mai usata una prima d’ora, quindi non so dirti se sia meglio o peggio di altre. Io mi trovo bene.»

Secondo te viene percepito il giusto valore del prodotto? Voglio dire, si fa fatica a riconoscere al beatmaker l’importanza del proprio ruolo, mentre si fa così presto a scaricare beat Rap, Trap, Dubstep e Grime da YouTube. Sembra una sentenza già scritta…

R: «Mmh, credo che finalmente le cose siano cambiate da quel punto di vista. Oggi, anche i mixtape vengono creati con produzioni esclusive, di conseguenza tutti quando lavorano ad un progetto cercano sempre produzioni inedite. Il fatto è che siamo in Italia, la gente vuole l’exclusive al prezzo di un mp3 lease, altrimenti c’è sempre quel famoso cugino che con 20€ glielo fa meglio.»

Per approfondire: Siti per vendere beat Rap online

Intervista al beatmaker di Roccia Music Pherro

Un occhio al setup

Quali sono per te gli strumenti essenziali perché un beatmaker possa essere subito produttivo anche alle prime armi?

R: «Un sequencer, creatività e testa libera. Basta. Quando sono entrato in contatto con Luche non avevo neanche la tastiera perchè si erano rotti dei tasti, eppure… oggi ho più attrezzatura per produrre, ma ci sono periodi in cui non sono libero mentalmente e mi fa schifo ogni cosa che butto giù.»

Riesci a produrre anche on the road? Ti è mai capitato?

R: «Purtroppo non mi è ancora capitato. Uso un iMac per produrre, diciamo che è abbastanza scomodo da portare in giro. Ahah!»

Vediamo allora di mettere un po’ il naso sulla tua scrivania, la tua console di lavoro. Ti chiedo, così a raffica:

  • PC / Mac: iMac
  • Sequencer: Logic Pro X
  • Monitor Audio: Yamaha HS 50
  • Plugin VST: Omnisphere / Kontakt / Nexus
  • Master keyboard e/o campionatore: AKAI MPK 49

Per approfondire: Drum kit Rap e Trap free download

Conclusioni

E con questo piccolo spoiler sulla rubrica setup chiudo qui la mia intervista a Pherro. Ho cercato di strappare qualche altra anticipazione sul disco di MadMan: a parte il singolo Trapano sembra chiuderanno qualche altro pezzo insieme. Ci vorrà un po’.

Spunti di riflessione e curiosità non sono di certo mancati e chissà che gli strumenti che utilizza in studio non possano darti qualche suggerimento per arricchire o migliorare il tuo home studio. La prossima volta magari approfondiamo insieme a lui altri temi. Se hai domande da fare tu a Pherro scrivile qui di seguito nei commenti.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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