Sandro Outwo: quando il Rap è di Casa

Un interessante chiacchierata insieme a Sandro Outwo, capo redattore de La Casa Del Rap. Rima da quando si chiamava ilrap.com.

La Casa Del Rap nasce dalle ceneri il primo vero sito dedicato al Rap in Italia: ilrap.com. Fondato nel 2005 da DoubleGJ, Skuba, Exo e Surfa. Rinasce poi nel 2009 con altre sembianze ma stessi intenti.

Alla fine del 2009 La Casa Del Rap si mette alla ricerca di nuovi redattori per portare avanti la linea editoriale, Sandro si fa trovare pronto e, dopo un mini periodo di prova, prende sempre più parte al progetto. Dalla fine del 2010 Sandro Outwo è capo redattore della testata.

C’era una volta ilrap.com

Di tempo ne è passato parecchio e quindi parecchie cose sono cambiate. Credo la differenza sostanziale venga dalla sezione forum. Giusto?

Sì, dagli albori sono cambiate tante cose: i contenuti sono sempre più numerosi, le rubriche, le interviste (scritte e video) e le competition in cui regaliamo biglietti per i migliori concerti dello stivale sono parte integrante di un’offerta sempre più ricca e al passo coi tempi. Il forum è ancora oggi attivo anche se i numeri sono sensibilmente calati a favore dei social network e il confronto si cerca quasi di evitarlo più che cercarlo, purtroppo.

Lo staff de La Casa Del Rap come si è poi formato? Vi conoscete tutti?

Si è formato membro dopo membro nel giro degli ultimi sei anni. All’inizio non c’erano ruoli ben definiti. Oggi, invece, ogni redattore ha il proprio compito: chi cura i social network, chi le rubriche e così via. Prima del 25 marzo, data del live tributo a Primo svoltosi a Roma, con alcuni ci si era visti soltanto via Skype, vista la nostra provenienza da ogni parte d’Italia. E’ stato proprio in quell’occasione che è avvenuto il primo incontro di quasi l’intera redazione.

Tu quoque, rapper!

Spenderei invece due parole sul tuo background musicale visto che il Rap ti diletti anche a farlo. Scrivi Rap e scrivi di Rap, insomma.

Ho iniziato ad ascoltare il Rap nei primi anni 2000 e ci è voluto un po’ prima che prendessi penna e microfono in mano, a differenza della stragrande maggioranza dei ragazzi di oggi. Mi sono appassionato al genere e alla scrittura in quella che definirei un’età di mezzo: la tecnologia era già di tutti, ma non era ancora così semplice produrre e registrare pezzi “fatti in casa”. Erano altri tempi.

In merito a questo, ti chiedo: che peso può avere quando parli magari di emergenti o, in generale, dei lavori di altri, il fatto che tu stesso produca musica?

Dopo aver ascoltato centinaia di lavori dei più disparati artisti, ho acquisito uno spiccato senso critico, ho imparato ad essere assolutamente obiettivo nel valutare anche se a volte mi è difficile capire come si possa scrivere musica che parli del “nulla cosmico”, solo per far gridare pooow dopo una rima ad un live.

Da un po’ di tempo, ci metto veramente poco a capire se un rapper è valido o meno, se trasmette emozioni oppure no. La semplicità e la superficialità con le quali oggi vengono pubblicati brani e album vanno a discapito della sola qualità. Il fatto poi che io stesso faccia musica è anche uno stimolo in più per me stesso, dovendo parlare di artisti molto bravi, ma allo stesso tempo molto distanti da quello che è il mio mondo, musicalmente parlando.

La questione emergenti in Italia

La Casa Del Rap credo sia uno dei siti dedicati al Rap nostrano che cerca concretamente di dare spazio e visibilità alle realtà emergenti grazie alla rubrica Diggin In The Web. A parte un tuo commento sulla questione rapper e beatmaker emergenti italiani ti chiedo molto più semplicemente: come li trovi questi emergenti?

Gli emergenti italiani sono davvero moltissimi, e tra questi ce ne sono alcuni veramente forti. Negli anni, noi de La Casa Del Rap abbiamo avuto l’occhio lungo su alcuni nomi che, in seguito, sono riusciti ad affermarsi nel panorama nazionale. Siamo stati i primi, infatti, a spingere gente come Rocco Hunt, Johnny Marsiglia, Soulcè & Teddy Nuvolari, The Essence e tantissimi altri. C’è una buona scena di rapper emergenti. Voi continuate pure a seguire Diggin In The Web, mi raccomando.

Benvenuti al Nord

Riflessione inter nos che siamo conterroni: si tende a pensare che le possibilità di crescita a livello musicale siano limitate anche in base al contesto in cui si vive, per cui sembra che se vuoi davvero arrivare in alto con la tua musica debba per forza inserirti a Milano e conoscere le giuste persone. Tu come la vedi?

“Io non vivo l’ego trip del rapper medio italiano con la fissa che l’Hip Hop nasca e muoia a Milano”. Questo è il mio pensiero. Il problema è che la realtà è ben diversa.

Di recente, FanPage ha pubblicato un’intervista a Red Ronnie in cui il critico musicale raccontava di come alcuni discografici non volessero far vincere un’edizione del Tim Tour ai Negramaro, perché far fare un tour promozionale ad una band pugliese costava di più che farlo fare ad una di Milano e dintorni.

Ecco spiegata la migrazione verso quella che, a detta di molti, è l’attuale capitale del Rap italiano. Io, personalmente, vorrei farmi notare nel posto da cui provengo e sono fiero di venire da Polignano a Mare (BA), il paese natale di Domenico Modugno. Capisco, però, chi si trasferisce nella speranza di maggiori possibilità.

Lo spazio che cerchi è qui (gratis)

Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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