Una storia da raccontare: intervista a Slava

Nuove generazioni che avanzano. Ho fatto qualche domanda al giovane Slava, ragazzo ucraino tra i nomi più interessanti per me al momento.

Sono un inguaribile nostalgico e retrogrado, lo so, anche e soprattutto musicalmente parlando ma ho anche dei difetti. Uno di questi è quello di voler conoscere, approfondire, indagare. La cosa migliore è sempre comunicare con altri. Parlare. Chiacchierare. Lo faccio qui insieme a Slava, un baldo giovane rapper tra i più cazzuti sulla piazza.

Intervista al rapper Slava

Chi è? Da dove viene? Puoi approfondire subito leggendo la biografia di Slava su Beat Torrent. Il ragazzo è di Brescia, ha origini ucraine e dimostra di avere più di qualcosa da dire. Lui ha davvero di che raccontare. Da qui l’idea di scambiare due parole con lui.

Non c’è una chissà quale discografia da mettere sotto la lente di ingrandimento, sottolineo però come riesca sia ad essere diretto e comunicativo con i contenuti, perché ne ha, ma bravo allo stesso tempo a non prendersi troppo sul serio. Succede, tra l’altro, nel video del singolo Casinò, prodotto da Drillegittimo. Pardon, Drillionaire.

Occhio che in coda all’articolo c’è anche un piccolo easter egg per le tue playlist e i tuoi ascolti su Spotify. Detto questo, via alle domande.

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C’era una volta in Italia

GT: Partirei dalla Genesi di Slava. Sei arrivato in Italia dall’Ucraina quando eri più piccolo insieme a mamma e sorelle. Quello che mi chiedo spesso è cosa porti a scegliere proprio l’Italia come terra di opportunità, come punto di partenza per darsi una seconda occasione. Perché l’Italia e non magari la vicina Austria o la Svizzera? Questo perché da giovane italiano vedo nel mio Paese una situazione tutt’altro che certa sotto ogni profilo, vedo una terra di opportunità sfumate e io stesso andrei volentieri via da qui. Qual è la percezione da fuori?

S: «Ai tempi (non so di preciso adesso) l’Italia era vista come una nazione ricchissima e piena di opportunità. Molto più facile da raggiungere a causa di un traffico di immigrazione non indifferente. Il cibo, la bellezza dei posti, le macchine sportive, la moda, forse erano queste le cose che la rendevano più attraente rispetto alle grigie e tristi nazioni del nord Europa.»

GT: Molti sono venuti a conoscenza del nome Slava dopo la strofa nel remix di Ensi Tutto Il Mondo È Quartiere, realizzato insieme ad altri giovani con un background simile al tuo: Mosè Cov, Mr. Greg, Tommy Kuti e Yank. Tra di voi vi conoscevate già, magari anche di persona? Com’è vi siete poi trovati per mettere insieme il pezzo?

S: «Conoscevo di persona Yank e Tolu che sono originari della provincia di Brescia come me, gli altri li ho conosciuti sul posto. È nato tutto da una serata in studio. Ensi ci ha contattati uno ad uno, ci siamo beccati una sera in uno studio a Milano e dopo 5 ore di lavoro è uscita fuori una bozza del pezzo!»

GT: Tra i rapper italiani chi senti essere più simile a te per approccio alla musica o scrittura? Con senti di avere più affinità?

S: «Non saprei, a nessuno in particolare. Il mio approccio è totalmente diverso da quello degli altri che si creano dei personaggi fissi con un unico stile. Il mio modo di fare è completamente diverso, sono in grado di alternare pezzi profondi, ignoranti, cazzuti e stupidi senza mai perdere credibilità. Amo farlo e spero di poterlo fare per sempre.»

Per approfondire: scrivere rap facendo freestyle

Slava: gli inizi

GT: Cosa ti ha portato a iniziare a fare rap? Come ti sei avvicinato a questo genere e cosa ti ha portato a sfogarti e raccontarti prima con la carta e poi con il microfono e il beat?

S: «Ho sempre ascoltato solo ed esclusivamente il rap, dal 2000 precisamente. E’ l’unico genere che mi sia mai piaciuto, ed è stato quindi molto naturale cominciare a farlo in prima persona. E’ stato talmente naturale che non mi ricordo nemmeno il motivo per cui iniziai a scrivere.»

GT: Visto il tuo background (musicale e non) penso tu abbia di che scrivere e di che raccontare. Personalmente non reputo i contenuti obbligatori, per me si può anche non dire nulla nei pezzi se lo si fa con stile e originalità. Il rap è anche intrattenimento. Secondo te in questo mare magnum di giovani rapper italiani tuoi pari quanti non dicono nulla perché effettivamente non hanno nulla da dire e quanti invece scelgono di non esporsi, di non mettere a nudo la propria storia e il proprio vissuto?

S: «Secondo me la maggior parte dei miei colleghi non ha proprio niente da dire, altri hanno paura di fare pezzi noiosi, altri temono di uscire dagli schemi, quindi preferiscono fare ciò che fanno gli altri pensando sia la strada più sicura da intraprendere. Secondo me è un grandissimo errore.»

Per approfondire: come scrivere storytelling Rap

Una storia da raccontare

GT: Il tuo percorso musicale è, di fatto, ancora tutto da scrivere. Il comune denominatore di chi inizia a farlo oggi come te a fare musica sembra quello di avere successo col Rap. Quali senti essere il tuo punto di arrivo? Anzi, meglio: quando pensi che Slava si sentirà appagato e ripagato dal punto di vista musicale? Non per forza da un punto di vista economico, chiaramente.

S: «Slava si sentirà appagato nel momento in cui non dovrà più impazzire cercando di conciliare il lavoro con la musica, facendo salti mortali per rispettare le scadenze e sacrificare la propria vita sociale per fare la cosa che ama più di tutte. Quando la mattina appena sveglio il suo unico impegno sarà quello di andare in studio a lavorare ai nuovi pezzi, allora Slava si sentirà appagato dalla propria vita»

Adesso Basta (tutto il mondo è quartierap)

Ed ecco qui la piccola sorpresa a cui accennavo in apertura di articolo. L’ultima richiesta fatta a Slava è un nome. Un artista Rap russo, ucraino o comunque dell’est europa. Perché… tutto il mondo è quartierap. Il nome è Basta, rapper russo grazie al quale Slava si è appassionato al genere. Io personalmente apprezzo molto rap russo ma anche tedesco, per questioni meramente linguistiche. Li trovo una figata.

Ecco allora un piccolo suggerimento per ampliare i tuoi orizzonti musicali e non. Il singolo Casinò di Slava prodotto da Drillionaire è fuori su Spotify e su YouTube con tanto di bellissimo videoclip a seguito. A dimostrazione che si può avere qualcosa di importante da dire ma anche prendere la musica con più leggerezza.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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