The Essence: dietro le quinte del suo beatmaking

Una bella chiacchierata con la producer partenopea The Essence entrando nel cuore della sua attività di beatmaking, con qualche consiglio per chi inizia.

In un ambiente che spesso e volentieri si fossilizza su discorsi abbastanza inutili su cosa è vero e cosa non lo è, su cosa è Rap, su cosa è invece Trap, poter parlare liberamente di musica a 360° è una ventata di aria fresca. Lo faccio insieme a The Essence con la quale, giochino di parole, ritrovo l’essenza delle cose. E si torna allora a parlare di musica.

Il nome può non esserti nuovo, per quanto giovane ha già avuto modo di togliersi diverse soddisfazioni a livello musicale, in primis la firma di una produzione per Ghemon, che non capita tutti i giorni. Ad ogni modo, come faccio sempre, per approfondimenti sull’artista e il suo percorso ti rimando al nostro archivio.

Domanda lampo sul tuo vecchio pseudonimo: la tua vodka preferita? 🙂

Il mio vecchio pseudonimo è nato per gioco in una parte della mia adolescenza un po’ turbolenta in cui si giocava spesso a dimostrarsi più grandi di quelli che in realtà si era. Non ho una vodka preferita, in realtà. Quella liscia non la reggo, ormai preferisco i cocktail.

Tempo fa vi abbiamo proposto un’anteprima di Cosa Rimane, progetto che Rossella ha portato avanti insieme a Biggie Paul, beatmaker di casa Microfili Click. Si tratta di un’altra importante soddisfazione, il disco suona diverso da tutte le proposte fatte di recente e mischia bene gli stili di entrambi i producer.

Ascolta Biggie Paul & The Essence – Nebbia (ft. Jack The Smoker, Paura e Nerone)

Ora che è passato un po’ di tempo dalla release quali feedback e spunti di riflessione hai raccolto? Il riscontro che avete avuto rispecchia le vostre aspettative iniziali? A te personalmente, Cosa Rimane?

Ci sono stati molti feedback positivi, ma ho visto anche parecchia indifferenza. Se c’è una cosa che non sopporto nell’ambiente musicale, è quello di doversi subire tutti i giorni le lamentele degli ascoltatori che denigrano la New School, la Trap, ecc. sostenendo che a nessuno interessi più il vero Hip Hop.

Da costoro non ho visto neanche una condivisione del nostro lavoro, che reputo di spessore, che non suona vecchio né abbiamo utilizzato spropositatamente suoni riconducibili alla trap. Inoltre, è pieno di “storie” da ascoltare. La musica buona c’è, bisogna solo cercarla.

Comunque, a me è rimasto un bel ricordo del lavoro fatto con Biggie Paul e con chiunque abbia collaborato al disco, e sicuramente è uno dei miei lavori di cui vado più fiera.

Tutto il rosa del beat

Passaggio obbligato mi vede affrontare la questione donna in ambiente Rap. A tal proposito ho trovato interessante una considerazione di Rossella in una passata intervista presso i nostri stimati colleghi de La Casa del Rap. Cito: Il problema è che le donne che lo fanno, vogliono per forza fare gli uomini o comunque imitarli.

Vorrei ampliare con te il discorso e chiederti: secondo te la parità dei sessi è pura teoria, utopia oppure forse un giorno ci arriveremo per davvero, mantenendo ognuno la sua identità? Ti dirò, ci sono tue compagne di reparto che ci marciano un po’ sulla questione e la tirano fuori dal cilindro in base alla comodità. Non è forse anche questo a fare muro?

Certo. Per quanto mi riguarda la questione è questa, se sei donna e fai una cosa che nel 90% dei casi è fatta da uomini, ci possono essere varie conseguenze che un maschio non affronta direttamente, ma solo di riflesso.

Sicuramente attiri curiosità, più dei colleghi maschi. Devi provare che sei il doppio più brava di un maschio per essere accettata. Ma bisogna anche stare attenti a non essere “troppo” brava, altrimenti attiri le antipatie dei colleghi. Se mostri troppo il tuo corpo, sei solo quello. Se non lo mostri sei un maschiaccio.

La verità, per quanto mi riguarda, è una: non bisogna aver paura di dire ad una donna che fa una cosa che fa schifo a farla, non in quanto donna, ma in quanto incapace a fare quella cosa. Anch’io all’inizio della mia carriera da dj ero penosa. Mi sarei offesa se qualcuno mi avesse detto che facevo schifo solo perché ero donna. La questione è diversa, ci vuole impegno e dedizione, a seconda se si è maschi o femmine. A nessun maschio ho sentito dire Fai schifo come dj perché sei maschio!

Dietro le quinte

Di recente abbiamo avuto modo di scambiare due parole in forma più riservata a proposito di quanto costa un beat e sulla annosa questione dei beat gratis, tema sempre molto caldo. Tornerei quindi dietro le quinte della produzione targata The Essence. Ti chiedo ora di guardare alla tua area di lavoro e dirmi, al volo:

…VST preferito / al quale non rinunceresti?
Sylenth 1

…cosa rende FL Studio così figo che lo usano tutti tutti tutti? 🙂
E’ più intuitivo

…quali altri strumenti compongono il tuo desk da producer?
Scheda Audio Focusrite 2i2, casse monitor Yamaha, tastiera MIDI

Conclusioni

Come sempre occhio a The Essence su Facebook per avere sotto mano tutti gli aggiornamenti in modo rapido su serate e prossime uscite. In cantiere per il futuro, abbiamo una laurea magistrale e, proprio a proposito di eventi e serate, troverai The Essence come DJ resident presso una delle principali serate di Milano: Akeem Of Zamunda.

Inoltre, spero di continuare su questa scia, e di viaggiare con il mio lavoro. Mi piacerebbe ritrovare la voglia di produrre musica, perché l’ambiente italiano mi ha destabilizzato in quest’ultimo anno.

Lo spazio che cerchi è qui (gratis)

Se sei un rapper o beatmaker allora siamo qui ad aspettare proprio te, per rendere il nostro archivio sempre più ricco e darti lo spazio che cerchi per farti conoscere.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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