Una tranquilla serata sabauda con Willie Peyote

Qualcosa bolle nella pentola di Willie Peyote per quanto riguarda il nuovo disco. Leggi l'intervista fatta durante una tranquilla serata sabauda.

A un anno dall’uscita di Educazione Sabauda, sono andato al concerto di Willie Peyote (il secondo di fila, per capirci) a Padova, giusto per capire se il pogo dell’esibizione precedente fosse stato un caso. E mi sbagliavo di grosso: locale pieno o imballato come si usa dire nel gergo, una massa di scatenati che spinge e si spinge, molestia a livelli altissimi. Ovviamente ero in prima fila anche io.

Willie Peyote: intervista per Educazione Sabauda

Esibizione esemplare: un Peyote che a una certa imbraccia il basso elettrico ed è subito indie rapper (giusto per fomentare un po’ questo nomignolo che da qualche tempo suona nelle orecchie di tutti gli addetti ai lavori) che fa saltare centinaia di persone al coro di

Chi dice Io non sono razzista ma
è un razzista ma non lo sa

Finito il concerto mi ritrovo catapultato nel backstage, e tra una stronzata e un discorso serio vengo invitato a finire la serata con Willie e il suo gruppo, tutti felici e soddisfatti dell’esibizione. Tra domande e risposte che vai a leggere, puoi tranquillamente trarre le tue conclusioni su come sia andata la serata 🙂

Un anno di Educazione Sabauda

Ormai è un anno che sei “in gita”, ma hai annunciato che stai lavorando a qualcosa di nuovo….

Ci stiamo lavorando ma è ancora troppo presto per dire tutto, per sapere quando uscirà, come sarà, etc.

È suonato?

È suonato, è suonato… non so dirti quanto, però l’idea è quella di proseguire in quell’ottica che abbiamo intrapreso e magari anche ampliarla un po’. Essendo ancora tutto in fase embrionale non so darti un’indicazione. Ad ogni modo sì, tendenzialmente vorremmo suonare.

Nella tua scrittura, si nota un certo peso culturale e anche una certa coscienza politica…
…vuoi chiedermi cosa voto al referendum? (ndr, ride)

…sai, quell’immagine molto retrò che è spuntata sul tuo profilo…

…quale? Quella delle femministe? Quella è per prendere per il culo la Dark Polo Gang! Era per togliere importanza alla cosa, perché quando vedo… non so come si chiama, Pyrex si chiama quello che c’ha la bandana?! Comunque ogni volta che lo vedo mi viene in mente quel manifesto femminista, allora per ridere ho messo quella cosa, anche perché è abbastanza iconoclasta, mettere la femminista che diceva quella cosa faceva ridere.

Politically correct

Quanto influisce la cultura nel tuo modo di fare musica e secondo te quanto dovrebbe influire nella musica in generale?

Quanto dovrebbe influire non lo so, perché ognuno fa quel che cazzo vuole fondamentalmente. In quello che faccio io influisce quanto influisce su di me come persona, quindi è una diretta conseguenza dell’effetto che ha sulla mia vita, quindi buh, abbastanza, ma la cultura come le minchiate influiscono allo stesso modo, tutto quello che in qualche modo mi tange lo metto in musica, quindi, posso dirti sì, sicuramente cerco di metterci dei riferimenti anche politici perché mi è sempre piaciuta la musica che ha dei riferimenti politici.

Poi vieni da una scena che comunque…

…quale, quella Torinese intendi? Eh, sì storicamente lo è, se si pensa che il primo pezzo di Rap italiano è stato scritto ispirandosi ai testi dell’hardcore torinese fa capire tante cose, cioè, Deemo scrisse ispirandosi alla musica anni 80 hardcore torinese, quindi c’è un legame forte, e poi, si, metto quello che leggo, quello che vedo e rielaboro, semplicemente.

Indie Willie

Argomento caldo: tu fai rap in un modo, tizio lo fa in un altro. Secondo te è giusto scindere o, passami il termine, etichettare i sottogeneri che si stanno creando nel Rap? Visto che comunque un sito se n’è uscito con sta storia del rap cantautore

Guarda, l’etichetta più stupida che mi hanno messo è stata Indie Rap… anche Dutch è finito il quel calderone lì… è stupido ma anche necessario, la gente ha bisogno di dare un’etichetta alle cose, forse per giustificare il fatto che buona parte del pubblico Indie si sta spostando verso ascolti più rap, ma non so, non me ne frega un cazzo neanche di quello, cioè, appena mi dai un’etichetta io mi metto a fare altro, quindi diventa difficile riuscire a etichettarmi…

Noto un certo avvicinamento, sento che hai un po’ l’influenza della musica Indie…

Ho iniziato dieci anni fa cercando di mettere su un gruppo che non c’entrava niente col rap. Ho sempre ascoltato musica che non è rap come l’indie rock, quello vero, quello di una decina d’anni fa (Franz Ferdinand, Artic Monkeys).

Sì, c’è un’influenza anche di quello, ma non è che io vada a cercare poi chissà che cosa, certe cose vengon fuori da sole, poi una volta che sono uscite delle idee si cerca di renderle più funzionali possibile.

È stato un percorso automatico, ci siamo trovati sotto il palco gente sempre più spesso ci diceva “Guarda, io non ascolto rap, però tu mi piaci”, quindi mi son detto “sta roba funziona anche in quest’ottica, mi ci avvicino un po’, per renderlo più accessibile”…tutto sommato sta funzionando, infatti ultimamente suoniamo in locali che proprio il rap non lo fanno suonare, tipo al Covo di Bologna non avevano mai fatto suonare un artista che arrivasse dal rap.

Willie Peyote porta live il suo indie Rap

Come è stato?

Molto figo! Anche perché la cosa strana è che in giro per le città non mi trovo più i rapper della scena cittadina, per quanto li conosca tutti. A Bologna li conosco tutti da anni ma non viene nessuno a vedere i miei concerti, però c’era Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, gli ultimi concerti che ho fatto a Bologna è sempre venuto, piuttosto che il cantante de L’Officina della Camomilla, o altri elementi di quella scena lì, che innanzitutto dimostrano una grande umiltà rispetto ai loro colleghi dirimpettai del rap, che si prendono tutti troppo sul serio, e sono tutti troppo col palo nel culo… 🙂

Fine serata

Artisti che mi piacciono, al momento?

Anderson Paak, Kendrick Lamar (inutile dirlo). Aspetto il disco nuovo dei Gorillaz. Per quanto riguarda l’Italia devo dire che mi sto concentrando sull’andare ai concerti dei gruppi Indie, perché li voglio vedere live, voglio capire diverse cose riguardo la delivery, proprio.

Ultimamente sto ascoltando il disco di Motta, Pino Daniele quando non ho un cazzo da fare. Artisti di oggi no, non ascolto nessuno. Voglio dire, li ascolto tutti ma non ascolto con gusto, ecco.

…Funk Shui…

…Funk Shui? io non suono più nei Funk Shui. Le cose iniziano e finiscono.

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Tipico belloccio finlandese, potevo scrivere per Vice ma ho scelto Beat Torrent che fa più curriculum. Mi hanno detto che scrivevo bene, allora ho cominciato a fare il grafico.

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