Zinghero: mai na gioia dal Rap di oggi

Zinghero pubblica il suo ultimo EP Mai Na Gioia. Insieme a lui per parlare di Rap, di borgata e di scelte... con un piccolo spoiler!

L’EP è un lavoro che per definizione si compone di meno tracce rispetto ad un disco tradizionalmente inteso ma non per questo avaro di temi e spunti di riflessione. Zinghero pubblica Mai Una Gioia, la sua ultima fatica personale, ultima nel vero senso della parola. Quindi, prima cosa: scarica Mai Na Gioia su sito di Honiro, è in free download.

Tempo fa spiegavo quelle che sono state le ragioni che mi hanno portato a smettere col Rap, o meglio, per quale motivo ho semplicemente preso le distanze dalla scrittura rivolta poi alle strumentali, ai dischi, ai mixtape. A me è semplicemente venuto meno quel bisogno che mi ha portato a mettere nero su bianco e poi in cuffia il malessere che avevo dentro.

La fine (?) di un percorso

Dalla sua pagina Facebook ha fatto sapere in tono piuttosto deciso che Mai Na Gioia sarà l’ultima sua uscita personale, sottolineando però di non allontanarsi del tutto, rimanendo comunque aperto a collaborazioni.

Mai Na Gioia è nato prima di prendere questa tua decisione, è nato dopo oppure la tua scelta è maturata proprio mentre scrivevi per l’EP? Ma soprattutto perché questa scelta?

La mia scelta di non impegnarmi più in progetti solisti è nata in contemporanea con la scelta di fare questo EP. Il titolo spiega ciò che penso riguardo al Rap degli ultimi tempi…non che il Rap non mi abbia dato mai una gioia ma ultimamente me ne ha riservate davvero davvero poche. Ho scelto di lasciare, almeno per il momento, perché ho tante questioni personali che vengono decisamente prima del rap. So’ invecchiato (ride).

Comunque subito dopo l’EP uscirà un mixtape insieme a Dadino intitolato Roma74 che vede la partecipazione di molti rapper e producer italiani.

Mai Na Gioia

Ci sono almeno un paio di aspetti secondo me importanti da sottolineare in merito a questo suo lavoro, nello specifico: continuerà comunque a collaborare in caso di proposte ma solo da amici e nell’EP le collaborazioni sono solo con persone che Zinghero conosce e con le quali condivide altro oltre al Rap (Inoki, Sick Luke – giusto per citarne un paio). Quindi non trovo nulla di studiato ma tutto molto spontaneo e semplice.

Da dove nasce secondo te questo desiderio condiviso di dover per forza apparire, emergere a tutti i costi e farsi riconoscere per ciò che in realtà non si è? Cosa c’è dietro?

Ti direi che dietro ci sono sempre i soldi ma sarebbe inesatto perché tanti di questi personaggi, che sputtanano tutta la situazione, non sempre arrivano a fare soldi.

Se ci pensi, è assurdo! Io non giustifico questi rapper “puttana” e tanto meno posso capire chi la fa senza nemmeno avere un tornaconto. E da stupidi. E considera che tanti di questi li conosco di persona! Purtroppo da quando il rap è alla stregua del pop, i rapper vogliono diventare come i cantanti pop.

Il secondo punto sul quale mi soffermerei è la coerenza che ha sempre portato avanti dal primo giorno, ora messa a dura prova in un ambiente (musicale) pieno di elementi costruiti a tavolino. Sempre schietto, diretto, sincero, grezzo e il tutto secondo me si rispecchia anche nel suo modo di scrivere molto terra-terra.

Vieni da un contesto non facile. Cosa provi quando vedi certi personaggi (perché di personaggi si parla) fare quasi vanto di vivere situazioni e realtà difficili da sostenere? Specie quando nella quasi totalità è pura invenzione al solo scopo di apparire.

Io sono cresciuto in borgata, passando la mia infanzia e la mia adolescenza tra Casalotti, Bastogi e Primavalle. Noi quando eravamo ragazzini adoravamo la nostra borgata ma sognavamo in qualche modo di riuscire ad avere un futuro più sereno, senza dover fare una guerra quotidiana per campare. Eravamo fieri di dove e di come eravamo cresciuti. Era questione di mentalità. Nei quartieri che ti ho nominato, io ero l’unico a fare Rap, Roma non è New York e tra i palazzi dove sono cresciuto era molto più facile ascoltare canzoni di Gianni Celeste.

Oggi invece sembra quasi che tutti i pischelli che vivono la strada siano rapper, tutti si mettono in bocca storie che non hanno mai vissuto sulla propria pelle, quasi come se bastasse fare canzoni rap per avere un minimo di credibilità, e come se bastasse girare un video in quartieri non loro per vendere l’immagine del ragazzo di strada.

Ti faccio un esempio: Zinghero non è mai stato il mio nome da rapper ma è sempre stato il soprannome che avevo sin da ragazzino per strada. Tanti figli di papà che non hanno mai provato la fame o il carcere, adorano far credere di esserci stati in mezzo quando invece non è cosi; ma la colpa non è loro, la colpa è sempre di chi gli dà retta e di chi li segue perché a smascherarli, se ci pensi, ci vuole veramente poco.

Non si puo credere ad ogni cazzata che scrivono sui testi. Di fronte a tutto questo provo un senso di avvilimento piu che totale perchè questi fantocci non rispettano il dolore e il sacrificio di chi, certe situazioni, le ha passate e le passa ancora sulla sua pelle. Per questo ho tenuto che nell’ep ci fosse Inoky, perchè oltre ad essere un amico di vecchia data è un ragazzo che è cresciuto per strada, in quella vera, quindi il nostro livello di intesa risulta naturale.

Zinghero prima e dopo il capitolo Truceklan

Il percorso musicale di Zinghero vede anche l’affiliazione al collettivo romano Truceklan. Non voglio indagare sulle questioni più o meno personali che lo hanno portato a prendere le distanze da certe persone e da un contesto che non lo rappresentava più ma andrei oltre.

Nel corso di questi anni cosa è cambiato dentro di te a livello personale e quale esperienza ha maggiormente segnato questo tuo cambiamento?

Del Truceklan non parlo. È un capitolo più che chiuso. Le esperienze che mi hanno segnato nel corso della vita sono tante. Ho avuto lutti importanti. Ho tanti amici che non rivedrò per almeno altri 15 anni perché detenuti.

Anche i miei anni passati da recluso hanno inciso sulla mia maturazione. Sono cresciuto. Non sono più un pischello: mi sono sposato, sto per diventare padre e ho cominciato a dare valore ad altre cose nella vita.

Cosa è rimasto del vecchio Zinghero, se così si può dire?

Del vecchio Zinghero è rimasto sicuramente lo spirito ma per il resto oggi non sono quello di 10 anni fa, come è giusto che sia. Solo gli stupidi con il tempo non cambiano! Chi vi dirà che con gli anni non è cambiato vi sta semplicemente prendendo in giro. Non rinnego niente e non mi pento di niente di ciò che sono stato, perché tutto quello che ho fatto mi ha portato ad essere ciò che sono oggi.

Conclusioni

Rinnovo il mio invito a scaricare Mai Na Gioia, ultimo EP di Zinghero che trovi gratuitamente su Honiro. Il progetto si lascia ascoltare con molta tranquillità e spero con questa piccola intervista di portare il tuo focus, la tua attenzione verso alcuni aspetti chiave sui quali riflettere in vista di nuova musica perché sia purificata da inutili fronzoli.

Se c’è una cosa che dico sempre a proposito di Beat Torrent, e qui vorrei sottolinerarla ancora di più: facciamo parlare la musica, dunque i suoni e voce, non l’immagine. Buon ascolto.

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Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Padre di Beat Torrent, vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.

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